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Un’estate di feste democratiche: Armistizio
Alloggi di via Longhin, Bitonci impari l’arte del silenzio
Dopo le affermazioni del Sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, è arrivata prontamente la replica del consigliere regionale del Pd, Piero Ruzzante: “Il sindaco di Cittadella, l’onorevole Massimo Bitonci, il maggiore poltronista della politica padovana, sale ancora sul trono del moralizzatore. Ma ha perso per l’ennesima volta l’occasione di stare zitto. La sua ansia di visibilità lo porta continuamente a dire fesserie, usa la menzogna sistematicamente - ed una dose non indifferente di odio - per infiammare lo scontro e mettere le persone le une contro le altre”. Ruzzante non usa mezzi termini contro la propaganda odiosa di Bitonci. E va sul merito: “Sulla questione degli alloggi per le famiglie Rom di via Longhin, Bitonci ha raggiunto il ridicolo: i soldi per le casette sono arrivati al Comune di Padova dal Ministero dell’Interno - ricordo a Bitonci che il ministro dell’Interno è il suo “capo politico”, Maroni - e lo stesso progetto viene portati avanti dal suo collega di partito Flavio Tosi a Verona. Stiamo parlando - insiste Ruzzante - di residenti padovani, come tutti noi, vivono da generazioni in cttà e provincia, i loro figli frequentano le scuole padovane, vanno a scuola con i nostri figli. E le case se le costruiscono loro ed in più versano il 40% dello stipendio per il finanziamento del progetto. In questo modo, scomparirà il campo nomadi ed avremo realizzato una riqualificazione ed un progetto di urbanità inclusivo”. I fatti del Pd, i “bla bla bla” di Bitonci: “Se ci sono i problemi, noi li risolviamo, con la concretezza delle nostre idee e con l’idea di una Padova più accogliente, bella, sicura. Bitonci continui ad urlare e ad evocare fantasmi e paure: è l’uomo del tanto fumo e del poco arrosto, tante parole e pochi fatti. Con le urla è arrivato in Parlamento, ma cosa ha combinato in due anni? I cittadellesi se lo stanno chiedendo”.
Le promesse in fumo, più tasse per tutti
La proposta di obiezione fiscale avanzata dal sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo e quella del capogruppo della Lega in Consiglio regionale Federico Caner di istituire un’Agenzia delle entrate regionale sono solo fumo negli occhi. “Si tratta di idee demagogiche, pericolose e dal sapore secessionista - avverte Ruzzante - perché invitano i cittadini a violare le leggi illudendoli che in questo modo si possano risolvere i problemi”. “Temo che la vera finalità di queste proposte - prosegue l’esponente del Pd - sia quello di distrarre i cittadini nascondendo loro ciò che con molta probabilità accadrà di qui a poco: la reintroduzione dell’addizionale Irpef da parte del Governo regionale, come ha fatto capire nel corso della riunione di ieri della commissione Affari istituzionali l’assessore al Bilancio Roberto Ciambetti”. “Un esito - conclude Ruzzante - quasi inevitabile perché, come lo stesso assessore ha sempre oggi confermato, il Veneto ha le casse ormai prosciugate, con a disposizione solo 1,4 milioni per le spese di investimento e solo un milione per le spese correnti. Se poi ci aggiungiamo gli 800 milioni che la manovra governativa toglierà alla nostra regione, c’è davvero da preoccuparsi e da chiedersi cosa continui a farci la Lega in un governo che penalizza enti locali, territori e cittadini”.
Tag:comuni, dati, federalismo tradito, manovra, Regione, ruzzante, tagli
Il Pdl fa demagogia a Padova sulla prostituzione, a Roma taglia i fondi per la sicurezza e mette il bavaglio
PROSTITUZIONE IN ARCELLA: LA PRESIDENTE RETTORE LA SMETTA DI FARE DEMAGOGIA
“E’ tipico di certi cattivi amministratori, riempire il vuoto lasciato dalla mancanza o inconsistenza della loro azione politica, con dichiarazioni propagandistiche che hanno come unico scopo quello di squalificare il lavoro altrui. E’ questo il caso della Presidente del Q.re 2 Nord, Luisella Rettore, che ormai quotidianamente interviene nei giornali locali per attaccare l’Amministrazione Comunale sulla presenza delle prostitute in Arcella, quartiere che oramai da un anno è amministrato dal centro-destra. Che in quel quartiere – come all’inizio di ogni estate – si registri un maggior numero di prostitute è pacifico. Chiunque, conosca un po’ il problema, sa che il fenomeno assume anche dei caratteri stagionali. Ma che di questa situazione, come continua ad affermare la Rettore, siano responsabili Zanonato e Carrai, è semplicemente ridicolo, soprattutto quando davanti agli atti e le proposte concrete dell’amministrazione e dei consiglieri del PD in quartiere, dirette a contrastare il fenomeno, si sanno dare solo risposte negative, come nel caso della proposta di istituire la ZTL nella zona di Via D’Avanzo, un provvedimento che in altre parti della città, lo sanno bene gli abitanti del Pescarotto, ha sicuramente ridotto, se non azzerato, la prostituzione in strada. La Rettore, invece di attaccare gli amministratori comunali, i quali possono solo mettere in campo azioni deterrenti – come per esempio le multe da 500 euro per prostitute e clienti che hanno comunque avuto l’effetto di ridurre il fenomeno – se ha veramente a cuore il problema, farebbe bene a sollevare la questione all’interno della parte politica in cui milita. Infatti gli ennesimi tagli ai Comuni contenuti nell’ultima manovra
correttiva del Governo finiranno col pesare sui fondi destinati alla sicurezza e quindi anche a contrastare la prostituzione in strad. Ritiene giusto, la Presidente Rettore, che a fronte di questa situazione, l’unica cosa che preme al Governo, è il DDL diretto a limitare fortemente le intercettazioni telefoniche, che più volte si sono dimostrate uno strumento efficace a stanare proprio coloro che agiscono nell’ambito della tratta di esseri umani da avviare alla prostituzione? E infine: provi la Presidente Rettore a chiedere ai dirigenti del suo partito che fine ha fatto la legge diretta a contrastare la prostituzione, più volte annunciata dal Presidente del Consiglio e dal Ministro alle pari opportunità. E’ da un po’ che non se ne parla più, l’ennesima promessa non mantenuta. Il fenomeno della prostituzione, con le sue ricadute sulla qualità della vita dei cittadini, è un problema serio, che merita risposte concrete e non deve essere strumentalizzato: la demagogia della Presidente Rettore, ha invece solo questo intento”.
Piero Ruzzante
Regione Veneto: esplode la questione morale
“Tra inchieste che vengono a galla ed indagati eccellenti amici di uomini politici di primo piano, sul sistema di potere messo in piedi dal centrodestra veneto tira una brutta aria. Fino ad oggi, come opposizione, pensavamo che il nostro ruolo fosse solo quello di contrapporci a chi governa ponendo all’attenzione questioni di natura programmatica. Ora ritengo che il livello sia destinato a cambiare: ora entrano in gioco anche le questioni morali”.
Questo il commento di Piero Ruzzante di fronte alle notizie relative alle indagini che si sono aperte sia in merito all’acquisto dell’ex palazzo Fs a Venezia da parte della Regione, sia sulle presunte tangenti pagate da commercialisti, imprenditori e funzionari per evadere le tasse a Vicenza. Nel primo caso risulterebbe infatti indagato per concussione Michele Gambato, presidente di Sistemi Territoriali e figura vicina all’ex presidente del Veneto Giancarlo Galan, mentre nel secondo caso starebbero emergendo legami alcuni degli accusati ed esponenti leghisti, tra cui il parlamentare Stefano Stefani.
“Sulla vicenda legata a Grandi Stazioni, ancora nella scorsa legislatura regionale il PD aveva presentato una dettagliata interrogazione esprimendo dubbi e perplessità circa le consulenze che ruotavano attorno alla compravendita del palazzo Fs di Venezia, dove oggi la Regione ha insediato molti dei suoi uffici. E va detto come un paio di mesi fa avevo io stesso sollevato, sempre con un’interrogazione, il problema dell’illegittimità della nomina di un rappresentante all’interno del CdA della Sistemi Territoriali guidata da Gambato: nomina che spettava al Consiglio regionale e che invece è stata decisa autonomamente da Veneto Sviluppo.
A questo punto - annuncia Ruzzante - presenterò una nuova interrogazione sull’operazione Grandi Stazioni, anche se è drammatica l’eccessiva lunghezza dei tempi di risposta da parte della Giunta: un elemento questo che impedisce la piena trasparenza su come opera il governo veneto”.
“Grandi nubi si addensano dunque sul centrodestra. Senza dimenticare lo scontro a tutto campo e su tutti i temi che si registra quasi ogni giorno tra Zaia e Galan: segno di un nervosismo crescente tra due fazioni in guerra.
Come si fa - si chiede Ruzzante - a governare una regione in questa situazione?
E’ una mission impossible: e i risultati di questi mesi lo dimostrano, viste le sconfitte continue, dalla Tav alle Olimpiadi 2020, fino ai tagli di risorse che Roma sta per imporre con inaudita violenza soprattutto sulla nostra regione. Con buona pace dei veneti e dei loro problemi”.
Tag:Berlinguer, inchieste, questione morale, Regione Veneto, ruzzante
Stop omofobia
No all’omofobia

L’aggressione avvenuta mercoledì scorso, in centro a Padova, nei confronti di due ragazzi gay, colpevoli solo di passeggiare tenendosi abbracciati, come avviene normalmente tra tutte le coppie che si amano, è solo l’ultimo episodio, di una lunga scia di fatti del genere, avvenuti sul piano nazionale. Nell’esprimere la massima solidarietà a Matteo ed Enrico, i due giovani aggrediti, auspico che il Governo e il Ministro delle Pari Opportunità intervengano affinché arrivi in Parlamento e venga approvata, come più volte ha proposto il PD, una legge che tuteli maggiormente coloro che sono vittime di aggressioni di questo genere, introducendo l’aggravante dell’omofobia, come elemento di prevenzione e con l’obiettivo che questi fatti incivili, non si ripetano.
Tag:pd, ruzzante, stop omofobia
Veneto in crisi, Zaia a farsi bello sull’elicottero
MOSE. LO ‘SBARCO MEDIATICO’ DEL PRESIDENTE ZAIA. RUZZANTE (PD): “MENTRE I VENETI TIRANO LA CINGHIA, CHI HA PAGATO E QUANTO PER QUESTO DELIRIO DI MEGALOMANIA?”
“Mentre i veneti tirano la cinghia, chi ha pagato e quanti soldi sono stati sborsati per la passerella mediatica del presidente Zaia in visita ai cantieri del Mose?”
La domanda la pone il consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Ruzzante, che annuncia sulla questione la presentazione di un’interrogazione a risposta immediata.
“Tra motonavi utilizzate per il trasporto dei giornalisti ed elicotteri che hanno sorvolato la zona dei lavori, si è trattata di una cerimonia faraonica, il cui obiettivo era esclusivamente quello di dar lustro a Zaia e alla sua corte. Infatti - prosegue l’esponente democratico - non c’era nulla da inaugurare, visto che il Mose si trova a due terzi della sua realizzazione e non c’erano neppure novità sostanziali da comunicare urbi et orbi”.
“Un delirio di megalomania giunto al suo apice - accusa ancora il consigliere - con l’apposizione della firma autografa del presidente su un’opera per la quale non solo non ha svolto alcun ruolo, ma contro la quale la Lega, e dunque anche Zaia, si erano persino opposti, ricevendone a suo tempo gli strali dell’ex governatore Galan”.
“Insomma - conclude Ruzzante - una vetrina autocelebrativa che ha il sapore dell’arma della distrazione di massa dai mille problemi che i veneti si trovano ad affrontare, dai cassaintegrati, agli insegnanti tartassati, ai disabili senza sostegni”.
Tag:casta, costi, crisi, pd, politica, ruzzante, veneto, zaia
Il Pd vince la battaglia, l’Unità ci dedica 6 pagine
Nei giorni scorsi avevamo denunciato le linee guida della Regione Veneto sui trapianti, i disabili psichici erano discriminati. Ora, dopo la nostra denuncia, è arrivata una circolare applicativa (non interpretativa, ma applicativa!) che di fatto sconfessa la norma discriminatoria. Non ci basta, però, una circolare: vogliamo che il contenuto della circolare venga recepito anche dalle “linee guida” varate a marzo dello scorso anno dalla Regione Veneto.
Alla vicenda l’Unità ha dedicato 6 pagine: la prima, l’editoriale di Concita De Gregorio, un servizio interno e un’intervista a Ignazio Marino.
Tag:disabili, discriminazioni, pd, Regione, ruzzante, veneto
Manovra del Governo, Federalismo tradito
“ECCO IL FEDERALISMO LEGHISTA: PRIMI IN ITALIA PER TAGLI AI COMUNI, CON UNA PERDITA DI CENTINAIA DI EURO PRO CAPITE PER I CITTADINI VENETI
“I dati pubblicati da “Il Sole 24 ore” di oggi - relativi ai presunti effetti sui bilanci dei comuni dell’ultima manovra correttiva varata dal Governo - se fossero confermati dai fatti, sarebbero non solo agghiaccianti, ma dimostrerebbero per l’ennesima volta la falsità e l’inconsistenza di tutti i proclami della Lega sul federalismo fiscale.
Dati alla mano: se Parma, tra i Comuni capoluogo di provincia, risulta essere il più stangato d’Italia, nel Veneto questo triste primato tocca a Padova, che si piazza al 13° posto a livello nazionale. Nel 2011 la manovra sottrarrà 162 euro per abitante di Padova e si tradurrà con un taglio implicito della spesa dell’11,7%. Nel 2012, ancor peggio: la manovra costerà 189 euro pro-capite e porterà ad un taglio della spesa del 13,6%. Ma anche a Vicenza, Verona, Venezia e Treviso si sentiranno gli effetti della scure. In generale, nei comuni del Veneto la manovra inciderà 87 euro per abitante e comporterà per loro, facendo una media, un taglio implicito della spesa dell’ 8,7%. E la situazione è ancor più drammatica se si considerano i numeri relativi alla totalità dei Comuni italiani, non solo quelli capoluogo di provincia. Sapete che cos’hanno in comune Loreggia, Vigasio, Giavera del Montello, Santorso, Rossano Veneto, Ponzano Veneto, Casalserugo, Casale sul Sile, Isola Vicentina, Maserada sul Piave, Fontaniva e infine San Martino di Lupari? Sono tutti comuni veneti e sono tutti tra i primi venti comuni italiani che subiranno tagli drammatici alla spesa dal prossimo anno. Su una totalità di venti comuni, ben 12 sono veneti! E con Loreggia, che se volesse rispettare per il prossimo anno il patto di stabilità imposto dal Governo, dovrebbe tagliare la spesa del 60,3%, siamo anche primi. Questo comporterà un costo di 362 euro per ognuno dei 7.094 abitanti di quel Comune. San Martino di Lupari, che invece chiude questa triste classifica, dovrà tagliare del 30.2%. Ma non è tutto. Ai tagli ai Comuni, bisogna anche aggiungere i tagli per circa 10 mld di euro, previsti per le Regioni nel biennio 2011/2012: come evidenzia uno studio condotto recentemente dalla CGIA di Mestre, la manovra comporterà un taglio della spesa per la Regione del 22,9%, traducibile in un costo per ogni cittadino veneto di 129 euro pro-capite, cumulabile a quello, molto probabile, che subirà dal proprio comune di appartenenza. E’ questo il federalismo fiscale della Lega? E’ questo che intendeva Zaia quando in campagna elettorale diceva “prima il Veneto”? Prima di cosa? Per adesso siamo i primi a subire i tagli indiscriminati che la Lega contribuisce a promuovere quando è a Roma. Il federalismo fiscale assume un senso e smette di essere uno slogan se diventa un mezzo per permettere ai comuni di trattenere sul loro territorio una parte della ricchezza prodotta, destinandola al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Se, invece, è semplicemente una nuova procedura burocratica, utile solo per mettere le mani nelle tasche dei veneti, non serve a nulla e non interessa nessuno e, prima o poi, si trasformerà in un vero e proprio boomerang per la propaganda leghista”.
Piero Ruzzante
Tag:comuni, dati, federalismo tradito, manovra, Regione, ruzzante, tagli
Una pista ciclabile per il Veneto
Con i suoi 118 chilometri è il tracciato ferroviario dismesso più lungo d’Italia e attraversa quattro province venete (Treviso, Padova, Vicenza e Verona) e una lombarda (Mantova): “un corridoio verde che per bellezza e interesse paesaggistico rappresenta un patrimonio della Regione Veneto da preservare e valorizzare”. Con questo obiettivo il consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Ruzzante , assieme alla capogruppo Laura Puppato e ai consiglieri Franco Bonfante e Stefano Fracasso, ha presentato un progetto di legge che stabilisce norme e procedure per la realizzazione del percorso ciclopedonale Treviso-Ostiglia. “Con la trasformazione della ferrovia in percorso ciclopedonale - afferma Ruzzante - si raggiungerebbe un doppio risultato: si recupererebbe una mobilità quotidiana meno stressante, più sostenibile e rispettosa dell’ambiente e, contemporaneamente, si darebbe vita ad un itinerario cicloturistico opportunamente collegato con le mete turistiche, didattiche e ricreative del territorio come siti archeologici, musei della tradizione, parchi tematici e monumenti. Diventerebbe, quindi, un’opportunità di sviluppo per aziende agrituristiche, fattorie ecologiche e bed&breakfast, come già avviene in Germania, Austria, Spagna ed altri paesi europei”. “Ad esempio - precisa l’esponente del Pd - solo nel tratto padovano sono raggiungibili luoghi come l’area del parco del Brenta, i santuari Antoniani nel Comune di Camposampiero, il museo della centuriazione a Borgoricco, il santuario di Tessara e l’oratorio di San Francesco a Curtarolo, Villa Marcello a Piombino Dese, Villa Camerini a Piazzola. Ruzzante ricordando le tappe dell’operazione, evidenzia come “con una legge del 1999, la Regione Veneto ha finanziato l’acquisto del sedime delle Ferrovie da parte degli enti locali. Hanno finora utilizzato i contributi le Province di Padova e di Treviso, e solo questa ultima all’interno del Parco del Sile ha realizzato una pista ciclopedonale nel tratto di sua competenza”. “Per il resto - osserva ancora Piero Ruzzante - si sono avuti solo interventi sporadici e limitati ed incombono ancora progetti per un utilizzo distorto del tracciato. Nel 2008 infine, grazie ad un emendamento presentato dal PD, sono stati stanziati due milioni di euro per l’acquisizione di parte del sedime da parte della Regione. “Oggi con questa proposta di legge - conclude l’esponente padovano del PD - si impegna la Regione a riconoscere di interesse prioritario regionale la realizzazione dell’itinerario ciclopedonale e si prevede il ricorso all’Intesa programmatica d’area (IPA, strumento recente di programmazione concertata dal basso introdotto dalla legge regionale di programmazione n. 35 del 2001)”.
Tag:ciclabile, pd, ruzzante, sostenibilità, Treviso-Ostiglia
Videolettera contro le discriminazioni
Regione, vergogna! I disabili mentali esclusi dalla possibilità di trapianti
“Escludere dalla possibilità del trapianto di organi persone che hanno avuto nel corso della loro esistenza gravi problemi psicologici o affette da problemi di salute mentale (ad esempio le persone disabili) la dice lunga sulla cosiddetta cultura della vita della Lega Nord e del Pdl. A parole vogliono difendere la vita dal concepimento alla morte, nei fatti privilegiano i “sani e forti” a danno dei meno fortunati, teorizzando un’ideologia che si avvicina a chi, in passato, sosteneva la purezza della razza.
Evidentemente le battaglie di Zaia contro la RU486 così come le prese di posizione leghiste contro il testamento biologico hanno solo fini elettoralistici e nulla hanno a che fare con la tutela dei più deboli.
Per questo ho presentato un interrogazione a risposta immediata in Consiglio regionale, per chiedere all’Assessore alla Sanità di rivedere questi criteri e di riconoscere in maniera universale il diritto al trapianto, utilizzando esclusivamente criteri di valutazione medica ed eliminando qualunque aberrante discriminazione a danno di persone disabili o con problemi psicologici”.
Piero Ruzzante
Zeru Olimpiadi, zeru fondi, zeru risorse per il federalismo
RUZZANTE: “DISTANZA ABISSALE TRA PROMESSE ZAIA E FATTI CONCRETI”
“Mentre qui si discute di federalismo e statuto, a Roma i ministri della Lega votano una manovra che prevede 10 miliardi di tagli per le Regioni e oltre 3 miliardi in meno di fondi da destinare ai Comuni. Riduzioni queste che si aggiungono al già notevole ridimensionamento di trasferimenti e alla mannaia che si è abbattuta sulle politiche sociali nel corso degli ultimi anni”.
La denuncia è del consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Ruzzante, componente della commissione Bilancio e di quella per lo Statuto della Regione Veneto.
“Sia ben chiaro: non si fa alcun federalismo con i fichi secchi. E’ incredibile la distanza abissale tra le dichiarazioni d’intenti del presidente leghista Luca Zaia e i fatti concreti.
Zeru Olimpiadi, zeru fondi Cipe per le opere pubbliche nel Veneto, zeru risorse per il federalismo - conclude Ruzzante - fronte sul quale i paladini della Lega nulla non sono riusciti ad ottenere se non gli zeru tagli ai fondi di Palazzo Chigi. I cittadini veneti non vanno presi in giro in questa maniera indecente”.
Tag:federalismo, pd, ruzzante, tagli, zaia
La Costituzione a Cittadella
Mattino di Padova, 24 maggio 2010
Ruzzante e Pipitone contro Bitonci: “Nega gli spazi”
CITTADELLA. A Cittadella l’amministrazione leghista non rispetta la Costituzione e nega gli spazi per i banchetti; il centrosinistra reagisce con forza e vara una “nuova resistenza”. A sostenere la battaglia - promossa da Pd, Idv e Giovani Democratici - ieri mattina in Piazza Pierobon, sono arrivati anche i consiglieri regionali Piero Ruzzante e Antonino Pipitone. I consiglieri di centrosinistra, Giovanni Paolo Parolin e Martino Baggio, inquadrano il problema: “Da 15 anni chiediamo banchetti e sale pubbliche e ci vengono negate con le scuse più risibili, vengono messi continuamente ostacoli, si dice che non c’è spazio, e poi puntualmente lo spazio ci sarebbe”. “Il sindaco Massimo Bitonci non può entrare nel merito delle nostre battaglie politiche – insiste Parolin - deve solo prenderne atto, non si può negare lo spazio per fare politica”. Ruzzante all’attacco: “Bitonci insiste nell’illegalità: ha un doppio incarico e viola la Costituzione. Non esiste che si inventino scuse per negare spazi di democrazia. E poi c’è il rischio che questo modello venga esportato in tutti i comuni amministrati dalla Lega. A Padova, in Piazza della Frutta, c’è sempre un banchetto del Carroccio”. Pd e Idv presenteranno un’interrogazione in consiglio regionale. “Spediremo anche una lettera al Prefetto e al Presidente della Repubblica perchè ristabiliscano i diritti costituzionali a Cittadella”, conclude Ruzzante. Il responsabile Idv di Cittadella, Antonio Argolini, e Pipitone raccontano: “Avevamo chiesto lo spazio per un banchetto; un’incaricata dell’ufficio cultura telefonicamente ha avvisato che l’assessore, presumo Giuseppe Pan, non ha autorizzato la richiesta in quanto in quelle date l’area era già occupata da altre manifestazioni. Ovviamente la piazza era libera”.
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