E’ indubbiamente sempre più difficile, taluni pensano che sia ormai impossibile, ma non è solo un tema di speranza, è prima di tutto un diritto, ma soprattutto un dovere per noi e per i nostri figli e per le generazioni future.
Eesiste sempre un motivo per cercarla, la giusta parte….
Nulla vive in noi, quanto la nostra vita.
La Giusta Parte
La Giusta Parte: ovvero del significato della Politica
La Giusta Parte è lo slogan scelto per la campagna elettorale di Piero Ruzzante ma, è soprattutto un programma, una visione politica. La Giustizia è al centro della Politica, così come la Verità è al centro della riflessione filosofica. Come si sa il termine Politica deriverebbe dal greco “polis”, città. Nell’età Classica e per Aristotele in particolare, l’esercizio della Politica stava nell’amministrazione della “polis” per il bene di tutti. Ecco che la Giustizia diventa il bene di tutti e di ciascuno ricercato attraverso l’azione politica che diventa “la sfera delle decisioni collettive sovrane” (G. Sartori).
Ciascuno ha il diritto di reclamare per se una parte di giustizia. Il senso della Politica e il dovere del politico è proprio far sì che le decisioni sovrane e “il monopolio legittimo dell’uso della forza” (M. Weber) siano a questo dedicate. In questa prospettiva, la frase di Don Lorenzo Milani “ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia” coglie appieno il senso profondo dell’azione politica. Un senso che vogliamo vedere rinnovato proprio in quest’epoca dove, nell’avaro individualismo, sembra si sia totalmente smarrito “lo spirito di servizio” che deve appartenere soprattutto alla classe politica. Perchè “la questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico” (E. Berlinguer).
La Politica pulita, quella alta con la P maiuscola, si confronta con l’ambizione a cambiare la società, a liberare l’uomo dalle ingiustizie, a fare in modo che a tutti sia data l’opportunità di una giusta parte, nella pienezza della esistenza di ciascuno. Perchè “la Politica è desiderare qualcosa” (O. Palme) e non si limita alla gestione del presente. Nella nostra visione la politica è un movimento di liberazione.
Ecco alcune, tra le tante possibili, declinazione dello slogan - programma “la Giusta Parte”:
La Giusta Parte è quella che ognuno di noi sogna di recitare nella vita.
La Giusta Parte è il diritto che abbiamo di partecipare alla comunità.
La Giusta Parte è l’equità che ci spetta per l’impegno che mettiamo, per i sacrifici che facciamo, per il rispetto che portiamo.
La Giusta Parte è quanto abbiamo costruito con le nostre azioni e con la coerenza delle nostre idee.
La Giusta Parte è quella che tutti noi ci proponiamo di fare anche quando queste elezioni si saranno concluse.
La parte giusta è quella che abbiamo scelto e quella che sceglieremo il 28 e 29 marzo con il voto.
Ce ne sono molte altre possibili, suggerisci la tua.
Commenti
Di: zuin massimo on 3 Febbraio 2010
alle 10:27
La giusta parte? Quella dei piu’ deboli, di chi non ha piu’ voce per gridare aiuto e di chi non ha piu’ lacrime per piangere. Questa la GIUSTA PARTE di cui la POLITICA deve farsi carico.
Di: Paolo Giacon on 4 Febbraio 2010
alle 13:17
la giusta parte è quella che hanno scelto i cittadini di caltanissetta schierandosi dalla parte dei giudici ma noi siamo pronti a schierarci contro la logica tangentistica delle centrali nucleari e delle ikee varie? io si .
Di: loris on 10 Febbraio 2010
alle 15:26
Questa è una lettera che ho ricevuto da Cristian Bonato, che mi ha autorizzato a pubblicarla qui. La giusta parte è quella che consente ad ogni italiano all’estero per lavoro per studio o per turismo di essere orgoglioso del suo Paese
Ogni tanto provo un senso di schifo verso il mio Paese, e me ne vergogno..
Sono ormai nove mesi che sono partito dall’Italia per venire qui in Olanda. Da un lato sono partito con l’idea di cogliere un’opportunità di crescita personale e professionale, dall’altra non mi sentivo messo in condizione di dare il massimo nel mio Paese. I motivi sono i soliti per cui tanti ricercatori partono: mancanza di strutture per far ricerca, un sistema che premia la fedeltà al posto più che il merito, etc…
Ebbene, in questi mesi ho visto due atteggiamenti diversi nei confronti dell’Italia. Da una parte molte persone sono attirate dalla “dolce vita” italiana: buon cibo, bel tempo, linguaggio musicale, un paesaggio bellissimo, persone affabili e amichevoli… Dall’altro credo non sia passato giorno senza che qualcuno mi rimarcasse la presenza della mafia infiltrata ad ogni livello, un livello di corruzione pauroso, una “casta” politica dedita solamente alla salvaguardia dei propri interessi… Ma soprattutto, quello che tutti mi chiedono è: come mai nessuno si indigna? Come è possibile che si possano candidare escort e soubrette ad incarichi politici impunemente? Come è possibile che si continuino a scoprire casi di corruzione e alla fine nessuno paghi mai? In questi mesi ho sempre cercato di difendere il mio Paese, da un lato perché credo sia un dovere di noi italiani all’estero presentare quello che in Italia c’è di buono, dall’altro perché ho sempre pensato che il marcio ci sia ovunque, magari gli altri lo sanno nascondere meglio.
Eppure, di fronte all’ennesimo caso di corruzione, non sono convinto di poter continuare così. Ho appena letto di 337 milioni di euro delle nostre tasse bruciate dal “sistema di corruzione gelatinoso” capeggiato da Bertolaso and friends per gli appalti del G8. Ho letto di persone che nella notte del terremoto che ha distrutto la vita di molte persone “ridevano alle tre e mezzo nel letto” pensando ai soldi che avrebbero fatto con gli appalti di ricostruzione. Ho letto che la reazione del nostro presidente del consiglio a questa storia non è stata quella di far piazza pulita dei corrotti e corruttori, come avrebbe fatto qualunque altro premier occidentale, ma quella di dire “I pm si vergognino, Bertolaso non si tocca”. Tutto questo dopo lo scudo fiscale “anonimo”, le proposte di legge per limitare i poteri della giustizia, etc… E non è soltanto un problema di Berlusconi e seguaci, l’opposizione fa e farebbe altrettanto.
Ora mi chiedo: mi date un qualche motivo per cui domattina, quando davanti al caffè qualcuno farà qualche battuta sull’Italia corrotta, sui nostri politici che ne combinano di cotte e di crude e la fanno sempre franca, sul teatrino di prostitute e leccapiedi. continui a tener loro testa? Se in questo momento sono schifato del mio Paese, me ne devo vergognare? Non scambiate questo per il disfattismo di chi è lontano e trova facile criticare, è che davvero ho la sensazione di aver esaurito gli argomenti per controbattere a chi parla male del mio paese…
Di: piero ruzzante on 12 Febbraio 2010
alle 00:38
Si può arrivare ad avere schifo del proprio Paese? quante volte ci siamo tutti un po’ vergognati difronte alla situazione in cui siamo e suprattutto difronte a quella che sembra la sua ineluttabilità. Basta varcare i confini italiani, che sò, per la Francia o la Germania, sembra di essere in un altro mondo, non più pulito o più agiato ma più civile, più rispettoso, meno volgare, più attento. Ecco, questo sarebbe il famoso “Paese Normale”, non il paese migliore ma, almeno normale.
Di: moderatore on 18 Febbraio 2010
alle 15:26
Piero, tante sinistre nessuna opposizione.La giusta parte è la sinistra(PD) non i sinistrati(D.B.F.V.T.)
Per te +4 ciao Antonio
Di: Antonio on 7 Marzo 2010
alle 12:45