“Stanno stuprando la convivenza civile”. È durissimo l’affondo del segretario cittadino del Pd, Piero Ruzzante, nei confronti dell’aggressione 2.0 del consigliere comunale di centrodestra, Vittorio Aliprandi. Ed invita a non banalizzare, a non minimizzare: “Che qualcuno non dica che è una “voce dal sen fuggita””. Ruzzante parte dai fatti: “Mettiamo in fila un po’ di vicende: l’aggressione omofoba a due ragazzi; il razzismo in un cantiere, l’altro giorno; questa dichiarazione di Aliprandi. Non mi si venga a fare insopportabili distinguo su “è un pensiero privato, Facebook è goliardia” e compagnia cantando. L’uscita di Aliprandi è il nuovo capitolo di una storia che corre verso il peggio, verso l’aggressione, verso l’incapacità di capire l’altro. La destra e la Lega hanno sistematicamente istigato i peggiori istinti – egoismo, intolleranza, razzismo – ed ora raccolgono i frutti, in una società che appare mitridatizzata, abituata al veleno. Aliprandi si vergogni e si dimetta, presenterò un’interrogazione in consiglio regionale, dobbiamo insistere, non ci possiamo abituare a queste assurdità, che feriscono tante persone, tante storie”. Sull’affaire Pavanetto, Ruzzante punge: “Ho visto l’inchiesta del mattino, nessuno vieta a Pavanetto di fare l’ultras su Facebook, ma nessuno obbliga la maggioranza in Provincia a mantenere le deleghe: è evidente l’incompatibilità tra incarichi istituzionali e quel genere di affermazioni. Sull’orgoglio per la Repubblichina di Salò, ricorderei a Pavanetto che è grazie alla Resistenza se lui ora siede in un’istituzione della Repubblica Italiana”. Di fronte all’escalation di razzismo e omofobia – chiaramente istigati da destra e Lega - il responsabile dell’organizzazione dei democratici della città, Massimo Bettin, annuncia il varo di una “resistenza culturale”. “Coinvolgeremo tutti: i cittadini, i partiti, le forze civili, i giovani, i movimenti, le associazioni; partiremo dal basso – insiste Bettin - per un racconto alternativo a quello che stiamo subendo; una riscossa civica è necessaria, certi personaggi usano le istituzioni per distruggere i principi della convivenza civile”.
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