Scritto da: moderatore | 8 Agosto 2010

Una nuova resistenza contro lo stupro della convivenza civile

“Stanno stuprando la convivenza civile”. È durissimo l’affondo del segretario cittadino del Pd, Piero Ruzzante, nei confronti dell’aggressione 2.0 del consigliere comunale di centrodestra, Vittorio Aliprandi. Ed invita a non banalizzare, a non minimizzare: “Che qualcuno non dica che è una “voce dal sen fuggita””. Ruzzante parte dai fatti: “Mettiamo in fila un po’ di vicende: l’aggressione omofoba a due ragazzi; il razzismo in un cantiere, l’altro giorno; questa dichiarazione di Aliprandi. Non mi si venga a fare insopportabili distinguo su “è un pensiero privato, Facebook è goliardia” e compagnia cantando. L’uscita di Aliprandi è il nuovo capitolo di una storia che corre verso il peggio, verso l’aggressione, verso l’incapacità di capire l’altro. La destra e la Lega hanno sistematicamente istigato i peggiori istinti – egoismo, intolleranza, razzismo – ed ora raccolgono i frutti, in una società che appare mitridatizzata, abituata al veleno. Aliprandi si vergogni e si dimetta, presenterò un’interrogazione in consiglio regionale, dobbiamo insistere, non ci possiamo abituare a queste assurdità, che feriscono tante persone, tante storie”. Sull’affaire Pavanetto, Ruzzante punge: “Ho visto l’inchiesta del mattino, nessuno vieta a Pavanetto di fare l’ultras su Facebook, ma nessuno obbliga la maggioranza in Provincia a mantenere le deleghe: è evidente l’incompatibilità tra incarichi istituzionali e quel genere di affermazioni. Sull’orgoglio per la Repubblichina di Salò, ricorderei a Pavanetto che è grazie alla Resistenza se lui ora siede in un’istituzione della Repubblica Italiana”. Di fronte all’escalation di razzismo e omofobia – chiaramente istigati da destra e Lega - il responsabile dell’organizzazione dei democratici della città, Massimo Bettin, annuncia il varo di una “resistenza culturale”. “Coinvolgeremo tutti: i cittadini, i partiti, le forze civili, i giovani, i movimenti, le associazioni; partiremo dal basso – insiste Bettin - per un racconto alternativo a quello che stiamo subendo; una riscossa civica è necessaria, certi personaggi usano le istituzioni per distruggere i principi della convivenza civile”.

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Commenti

evidentemente chi prima di sproloquiare non verifica cosa effettivamente è stato detto o scritto è un cialtrone.
vittorio aliprandi

ho visto il suo commento ma forse lei non ha capito il senso del mio.
lo rilegga con freddezza e capirà che il mio è un invito ad abbassare i toni da parte di tutti, a cercare di capire le ragioni dell’altro, a riproporre una politica in cui si torna ad usare la parola rispetto (per la magistratura, per le istituzioni democratiche per la bandiera italiana, per l’inno, per le alte cariche dello stato). Lei con la sua battuta ha usato con tono offensivo quella che è una condizione umana di milioni di persone, offendendole. Al tempo stesso ha dimenticato uno degli articoli fondamentali della nostra Costituzione: l’articolo 3. Voglio ricordarglielo, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Non si può usare un elemento che appartiene alla sessualità di una persona come elemento offensivo. Perché con una battuta lei offende la dignità di tutti. Non so se riuscirete mai a capirlo. Ma non riuscirete a tapparmi la bocca mai, perché il mio compito è dare voce a chi non può averla e difendere chi non può difendersi.

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