Scritto da: moderatore | 2 Luglio 2010

Quote latte, trattori da Galan: vanno premiate le aziende che hanno rispettato le regole

“In un Paese democratico la protesta e le contestazioni verso chi governa sono un diritto, purché lo si faccia nei luoghi opportuni, ossia davanti alle sedi istituzionali, non certo sotto casa di chi in quel momento rappresenta le istituzioni”. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Ruzzante, esprime così solidarietà al ministro per le Politiche Agricole, Giancarlo Galan, dopo la protesta inscenata da un gruppo di allevatori davanti alla sua residenza privata. “In merito alla vicenda, pur comprendendo le difficoltà in cui si trova il settore, lasciate peraltro in eredità dal precedente ministro e attuale Governatore del Veneto, Luca Zaia, trovo che Galan non possa far altro che mantenere la sua attuale posizione ­- conclude Ruzzante -  ossia far rispettare quanto deciso in tema di quote latte in sede europea, sia per quanto riguarda le sanzioni che le scadenze. Un doveroso richiamo alla legalità che, in fin dei conti, premia tutte quelle aziende che hanno fino ad oggi operato nel rispetto delle regole comunitarie”.

Commenti

Conosco il tema da qualche decennio, condivido e apprezzo la posizione di Piero Ruzzante:
“la protesta e le contestazioni..sono un diritto purché lo si faccia.. non certo sotto casa di chi in quel momento rappresenta le istituzioni”.
“…far rispettare quanto deciso in tema di quote latte in sede europea, sia per quanto riguarda le sanzioni che le scadenze. Un doveroso richiamo alla legalità che, in fin dei conti, premia tutte quelle aziende che hanno fino ad oggi operato nel rispetto delle regole comunitarie”.

La Lega si spiega così: “Noi - dichiara Castelli - sosteniamo questo: nella quota dichiarata ci sono degli allevatori che producono e altri che hanno dichiarato di produrre ma non era mica vero: importavano latte dall’estero e dicevano che lo avevano prodotto loro. Chiaramente così ufficialmente abbiamo sforato ma l’illegalità sta a monte.” L’importazione di latte, e di latte in polvere, esiste. La questione delle multe però è un’altra storia. Le multe UE sono state comminate ai singoli allevatori. Ognuno dei quali ha, singolarmente, sforato le quote latte di cui disponeva la sua azienda. Le spiegazioni di Castelli presuppongono un calcolo quote latte collettivo (nel quale possa entrare il latte importato) ma così non è. Le multe per sovraproduzione sono personali, intestate alle singole aziende non all’intera categoria. L’Italia però, nel frattempo, si è vista comminare multe per 4 miliardi di euro in 20 anni dalla Comunità perchè non si è voluto far rispettare la Legge. Multe che abbiamo pagato noi (o meglio, che ha pagato chi paga le tasse).

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