PROSTITUZIONE IN ARCELLA: LA PRESIDENTE RETTORE LA SMETTA DI FARE DEMAGOGIA
“E’ tipico di certi cattivi amministratori, riempire il vuoto lasciato dalla mancanza o inconsistenza della loro azione politica, con dichiarazioni propagandistiche che hanno come unico scopo quello di squalificare il lavoro altrui. E’ questo il caso della Presidente del Q.re 2 Nord, Luisella Rettore, che ormai quotidianamente interviene nei giornali locali per attaccare l’Amministrazione Comunale sulla presenza delle prostitute in Arcella, quartiere che oramai da un anno è amministrato dal centro-destra. Che in quel quartiere – come all’inizio di ogni estate – si registri un maggior numero di prostitute è pacifico. Chiunque, conosca un po’ il problema, sa che il fenomeno assume anche dei caratteri stagionali. Ma che di questa situazione, come continua ad affermare la Rettore, siano responsabili Zanonato e Carrai, è semplicemente ridicolo, soprattutto quando davanti agli atti e le proposte concrete dell’amministrazione e dei consiglieri del PD in quartiere, dirette a contrastare il fenomeno, si sanno dare solo risposte negative, come nel caso della proposta di istituire la ZTL nella zona di Via D’Avanzo, un provvedimento che in altre parti della città, lo sanno bene gli abitanti del Pescarotto, ha sicuramente ridotto, se non azzerato, la prostituzione in strada. La Rettore, invece di attaccare gli amministratori comunali, i quali possono solo mettere in campo azioni deterrenti – come per esempio le multe da 500 euro per prostitute e clienti che hanno comunque avuto l’effetto di ridurre il fenomeno – se ha veramente a cuore il problema, farebbe bene a sollevare la questione all’interno della parte politica in cui milita. Infatti gli ennesimi tagli ai Comuni contenuti nell’ultima manovra
correttiva del Governo finiranno col pesare sui fondi destinati alla sicurezza e quindi anche a contrastare la prostituzione in strad. Ritiene giusto, la Presidente Rettore, che a fronte di questa situazione, l’unica cosa che preme al Governo, è il DDL diretto a limitare fortemente le intercettazioni telefoniche, che più volte si sono dimostrate uno strumento efficace a stanare proprio coloro che agiscono nell’ambito della tratta di esseri umani da avviare alla prostituzione? E infine: provi la Presidente Rettore a chiedere ai dirigenti del suo partito che fine ha fatto la legge diretta a contrastare la prostituzione, più volte annunciata dal Presidente del Consiglio e dal Ministro alle pari opportunità. E’ da un po’ che non se ne parla più, l’ennesima promessa non mantenuta. Il fenomeno della prostituzione, con le sue ricadute sulla qualità della vita dei cittadini, è un problema serio, che merita risposte concrete e non deve essere strumentalizzato: la demagogia della Presidente Rettore, ha invece solo questo intento”.
Piero Ruzzante
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