Scritto da: moderatore | 4 Giugno 2010

Una pista ciclabile per il Veneto

Con i suoi 118 chilometri è il tracciato ferroviario dismesso più lungo d’Italia e attraversa quattro province venete (Treviso, Padova, Vicenza e Verona) e una lombarda (Mantova): “un corridoio verde che per bellezza e interesse paesaggistico rappresenta un patrimonio della Regione Veneto da preservare e valorizzare”. Con questo obiettivo il consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Ruzzante , assieme alla capogruppo Laura Puppato e ai consiglieri Franco Bonfante e Stefano Fracasso, ha presentato un progetto di legge che stabilisce norme e procedure per la realizzazione del percorso ciclopedonale Treviso-Ostiglia. “Con la trasformazione della ferrovia in percorso ciclopedonale - afferma Ruzzante - si raggiungerebbe un doppio risultato: si recupererebbe una mobilità quotidiana meno stressante, più sostenibile e rispettosa dell’ambiente e, contemporaneamente, si darebbe vita ad un itinerario cicloturistico opportunamente collegato con le mete turistiche, didattiche e ricreative del territorio come siti archeologici, musei della tradizione, parchi tematici e monumenti. Diventerebbe, quindi, un’opportunità di sviluppo per aziende agrituristiche, fattorie ecologiche e bed&breakfast, come già avviene in Germania, Austria, Spagna ed altri paesi europei”. “Ad esempio - precisa l’esponente del Pd - solo nel tratto padovano sono raggiungibili luoghi come l’area del parco del Brenta, i santuari Antoniani nel Comune di Camposampiero, il museo della centuriazione a Borgoricco, il santuario di Tessara e l’oratorio di San Francesco a Curtarolo, Villa Marcello a Piombino Dese, Villa Camerini a Piazzola. Ruzzante ricordando le tappe dell’operazione, evidenzia come “con una legge del 1999, la Regione Veneto ha finanziato l’acquisto del sedime delle Ferrovie da parte degli enti locali. Hanno finora utilizzato i contributi le Province di Padova e di Treviso, e solo questa ultima all’interno del Parco del Sile ha realizzato una pista ciclopedonale nel tratto di sua competenza”. “Per il resto - osserva ancora Piero Ruzzante - si sono avuti solo interventi sporadici e limitati ed incombono ancora progetti per un utilizzo distorto del tracciato. Nel 2008 infine, grazie ad un emendamento presentato dal PD, sono stati stanziati due milioni di euro per l’acquisizione di parte del sedime da parte della Regione. “Oggi con questa proposta di legge - conclude l’esponente padovano del PD - si impegna la Regione a riconoscere di interesse prioritario regionale la realizzazione dell’itinerario ciclopedonale e si prevede il ricorso all’Intesa programmatica d’area (IPA, strumento recente di programmazione concertata dal basso introdotto dalla legge regionale di programmazione n. 35 del 2001)”.

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Commenti

caro Piero ,OK bellissima questa idea, che hai sposato ,io sono un ciclista per passione e per filosofia di vita , le piste cicclabili di questo tipocome quelle europee secondo me vanno pensate non solo come vie turistiche ma comr vie di comunicazione ,sentite come valore dai residenti dal territorio che le attraversa , senò verranno sempre osteggiate come il parco dei colli o qualche infrastuttura che non viene uttilizzata per mancanza di praticanti.
Secondo me bisognia tracciare il percorso utilizzarlo e poi la regione o chi e competente sara costretta a renderlo praticabile(noi ciclisti facciamo cosi) ce ne sono molte di piste da aprire es dai monti al mare da Padova a Bassano

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