“Escludere dalla possibilità del trapianto di organi persone che hanno avuto nel corso della loro esistenza gravi problemi psicologici o affette da problemi di salute mentale (ad esempio le persone disabili) la dice lunga sulla cosiddetta cultura della vita della Lega Nord e del Pdl. A parole vogliono difendere la vita dal concepimento alla morte, nei fatti privilegiano i “sani e forti” a danno dei meno fortunati, teorizzando un’ideologia che si avvicina a chi, in passato, sosteneva la purezza della razza.
Evidentemente le battaglie di Zaia contro la RU486 così come le prese di posizione leghiste contro il testamento biologico hanno solo fini elettoralistici e nulla hanno a che fare con la tutela dei più deboli.
Per questo ho presentato un interrogazione a risposta immediata in Consiglio regionale, per chiedere all’Assessore alla Sanità di rivedere questi criteri e di riconoscere in maniera universale il diritto al trapianto, utilizzando esclusivamente criteri di valutazione medica ed eliminando qualunque aberrante discriminazione a danno di persone disabili o con problemi psicologici”.
Piero Ruzzante
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