mercoledì, 31 marzo 2010
GAZZETTINO PADOVA pagina 6
La sfida del Pd: «Lega senza alibi»
Matteo Bernardini
Piero Ruzzante è tornato. E a confermarlo adesso sono anche i numeri, è lui infatti il candidato padovano al consiglio regionale più votato in assoluto con 4.600 preferenze, che diventano oltre 10mila in tutta la provincia. E al suo successo personale, si aggiunge quello del Partito Democratico cittadino, che si conferma, a nove mesi dalle elezioni amministrative, prima forza politica in città.
«Essere il candidato più votato nonostante sia stato lontano da Padova per quattro anni è un bellissimo risultato. Significa che ho lasciato un buon ricordo del mio periodo trascorso in parlamento». Dice Piero Ruzzante, che le prove generali del suo ritorno le aveva già fatte durante le amministrative di giugno chiamato a rianimare gli ultimi giorni di campagna elettorale prima del ballottaggio, quando sembrava che il sindaco avesse il fiato sempre più corto e il centro destra invece il vento in poppa.
«Credo la gente mi abbia votato perché ha visto in me il vero candidato del Pd - spiega Ruzzante - e non un “ex”, reduce da esperienze passate. Ecco, penso le persone abbiano bisogno di un Partito Democratico vicino al presente e proiettato nel futuro, e non fermo ad un orgoglioso passato. E poi a premiare è stato anche lo straordinario lavoro svolto da tanti ragazzi, specie in provincia, che erano alla finestra e aspettavano solo di essere coinvolti in un nuovo progetto». Sui leghisti il commento è secco: «Non hanno più scuse o alibi, ora devono governare. Li aspetto al varco su federalismo, sicurezza e nucleare». Assieme a Ruzzante hanno guadagnato un seggio a Palazzo Ferro Fini anche gli assessori Pd, Claudio Sinigaglia e Mauro Bortoli.
«Il risultato raggiunto - commenta Sinigaglia, titolare delle deleghe al Sociale e allo Sport - è il riconoscimento del lavoro amministrativo svolto in questi anni. Alla mia soddisfazione personale lego anche quella del Partito democratico che in città ha ribadito la sua forza. La Lega? Beh, è incredibile come la gente pensi ancora che rappresenti una novità. Sta governando in Veneto e in Italia da 15 anni».
Mentre attende ancora l’ufficialità della sua nomina, anche Mauro Bortoli sottolinea la necessità di un Pd più vicino alla gente: «Il nostro non può essere un partito che premia il “notabilato” e le diverse culture che ci compongono devono rappresentare una risorsa e non un ostacolo. C’è quindi la necessità di intensificare l’attività politica e la nostra presenza sul territorio per radicarci in maniera più incisiva. Rimango convinto quello dato alla Lega sia un voto di protesta».
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