venerdì, 19 marzo 2010
IL GAZZETTINO pagina 5
Bersani spara su Zaia: campagna scandalosa
Paolo Francesconi
MESTRE
«In un Paese civile non si può approfittare del ruolo di ministro, è scandaloso che nella competizione elettorale ci sia gente che non rende conto del suo operato». La “dose di combattività”, come lui stesso l’ha chiamata, non è mancata al segretario del Pd, Pierluigi Bersani ieri ed oggi a Venezia e Mestre per lanciare lo sprint finale dei due candidati del centrosinistra, Giorgio Orsoni al Comune, Giuseppe Bortolussi alla Regione Veneto. Entrambi corrono contro due candidati-ministri, ovvero Renato Brunetta e Luca Zaia. Ed è proprio l’utilizzo della doppia veste che finisce del mirino di Bersani (e di Bortolussi) prima dell’incontro serale al cinema Corso (strapieno) di Mestre. Il carico da novanta è su Zaia. «Vuol dirci qualcosa sul fatto che nel 2009 l’Italia ha perso il 25% del reddito in agricoltura e non c’è nessun Paese europeo che abbia fatto peggio? Vuol dirci qualcosa, Zaia, invece di utilizzare a fini di prospettive sue e del suo partito in Veneto la funzione nazionale?». Su questo fronte, secondo Bersani, si è arrivati ad «una situazione intollerabile. Tutte le parti in commedia non si possono fare, la Lega è al governo da 13 anni in Veneto, da sette su nove in Italia. Non ha ridotto le tasse, non ha creato occupazione, non ha snellito la pubblica amministrazione, ha tolto soldi ai Comuni eppure batte la grancassa su questi temi. La Lega è federalista nei week-end, il resto della settimana lo passa a Roma a reggere la sedia all’imperatore e a tutto il peggio che fa questo governo». Bersani ha polemizzato anche con Brunetta: «Si rende conto ha chiesto - che in due anni abbiamo speso 12 miliardi in più per l’acquisto di beni e servizi della pubblica amministrazione? Si rende conto che gli adempimenti delle piccole e medie imprese con l’apparato pubblico sono aumentati tra il 7 e l’8%? Basta rincorrere le loro favole. E poi Venezia è una città che non può essere presa in giro: la si governa tutti i giorni, non nei fine settimana. Prima di voler fare due mestieri, questi signori, Zaia e Brunetta, ci devono dire come hanno fatto quello principale». Bersani chiama in causa anche il premier Berlusconi, ma solo per suggerirgli di «fare una telefonata ai problemi del Paese, perchè ce ne sono tanti e lui non ne segue uno». E per ribadire di non voler «essere simmetrico a lui, al suo modo di discutere. Ormai è un disco rotto, vecchio, il Paese ha altri problemi, e noi sentiamo che Berlusconi, con tutto il suo armamentario, non è più in grado di parlare al futuro».
Da parte sua, il candidato-governatore, Bortolussi, torna duramente sulla campagna elettorale di Zaia: «Va verificato l’uso, anche illegale, di mezzi pubblici nel suo ruolo di ministro. Ci sono cose strane, che lasciano perplessi e che vanno valutate. Come sul sito del ministero delle Politiche agricole, il link (cioè il collegamento) alla campagna del candidato-ministro. 0 un video su Youtube. E tante altre cosette». Bortolussi ce l’ha anche con i sondaggi:
«Una dose di malizia va bene ma quando vengono fatti ad arte per creare situazioni difficili ad una parte, allora c’è qualcosa che non va. La spudoratezza di Zaia ha raggiunto il culmine l’altro giorno quando ha pubblicamente dichiarato che “la sinistra si vuole sottrarre al confronto”. Lo dice proprio lui a me - conclude Bortolussi - che lo incontrerei a porte chiuse, anche dal notaio. In verità hanno inventato il sistema perfetto: lui in tv ci va quando vuole da ministro, i talkshow dove ci confronta sono stati chiusi, a me resta niente. Un’operazione di disinformatia così non si vedeva da anni».
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