mercoledì, 17 marzo 2010
IL GAZZETTINO PADOVA - pagina 6
La “guerra’ di Piero all’interno del Pd
Francesco Cassandro
Di “guerre”, Piero, ne ha già combattuta una. Nel 2001, in un inedito braccio di ferro per le candidature alla Camera. Roma voleva Folena, Padova puntava sul giovane Ruzzante. Pietro contro Piero, Botteghe Oscure contro via Beato Pellegrino: una sfida inedita, forte, dissacrante.
Vinse Piero, che si tagliò i riccioli, tolse le catenine, mise la cravatta e divenne parlamentare. Per due volte staccò il biglietto per la Capitale, e poteva anche tentare il tris se la federazione padovana, controllata dall’emergente Alessandro Naccarato, non si fosse opposta.
Dello sgarbo il buon Piero non se ne dolse, o almeno del maltolto non c’è traccia nelle cronache del tempo. Perchè a quarant’anni mica pensi alla pensione: basta ed avanza la pazienza, un po’ di fiato ed il mestiere. E di fiato nell’ultimo decennio Ruzzante ne ha accumulato tanto a Roma, tra una corsa ai Fori Imperiali e una seduta a Montecitorio, dove con polso fermo coordinò il gruppo parlamentare.
Quanto al mestiere, Piero deve oggi esibirlo tutto per vincere la sua seconda “guerra”, quella che vale quattro bracciate in laguna, un seggio in Regione e la guida del gruppo consiliare, e domani, chissà, la più ambita delle successioni: quella a Flavio Zanonato.
Da qualunque parte la si guardi, la campagna elettorale del Pd sta tutta qui: tre candidati per due seggi, con l’ex vice sindaco Claudio Sinigaglia, ultimo petalo moroteo della Margherità a caccia del voto cattolico. L’altro seggio se lo giocano per l’appunto Piero Ruzzante e l’assessore Mauro Bortoli.
Detto così, può sembrare una banalità, come vorrebbero accreditare quanti ipotizzano, mal che vada per Piero, una staffetta con Bortoli a Palazzo Moroni. Scenario versosimile, intendiamoci, ma la sfida tra i due ha ben altra caratura, e soprattutto ben altre conseguenze.
Ad incoraggiare e lanciare la corsa di Ruzzante, innanzitutto, è stato il senatore Paolo Giaretta: l’uomo dell’incontro tra ex democristiani ed ex comunisti, l’ex sindaco che ha reso possibile la staffetta con Zanonato. Nel disegno di Giaretta, Ruzzante può rappresentare la saldatura anche elettorale dei lungo cammino compiuto con Zanonato, rompendo quelle resistenze, anche culturali, degli ultimi “giapponesi” chiusi di via Beato Pellegrino.
Non è certo poi un dettaglio che Ruzzante venga visto come una risorsa importante per il futuro del Pd veneto e padovano, da giocare, come si diceva, a breve scadenza a Palazzo Ferro Fini, in un’opposizione dura, di alternativa, al governo leghista di Luca Zaia, e domani, nella piazza padovana, quando si tratterà di raccogliere l’eredità del sindaco Zanonato.
Per questo è inevitabile che, ben al di là delle buone intenzioni dello stesso assessore all’Urbanistica, la candidatura di Mauro Bortoli guardi più al passato e stenti di immaginare un partito senza più “ex”. Una posizione peraltro speculare a quella di Claudio Sinigaglia, che gioca un’analoga partita dal versante cattolico.
Sarà anche ambizioso e in parte eccessivo, ma la candidatura di Ruzzante sembra davvero l’unica in grado di trasformare il Pd padovano in un partito vero. E non è certo un caso che uno degli sponsor più convinti di Piero sia quell’Elio Armano che dispetto dell’età rimane il più giovane della compagnia.
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