Il Mattino di Padova - 16 marzo 2010
“Metrò veneto, vent’anni di bluff”
Ruzzante e il Pd con i pendolari
L’attacco del candidato padovano alle regionali: “Dove sono finiti i cento milioni di euro che il governo Prodi aveva stanziato per la metropolitana di superficie in Veneto? Situazione critica per i 25 mila pendolari della nostra provincia”
PADOVA. Metrò veneto, vent’anni di ritardi e promesse non mantenute. «Dove sono finiti i cento milioni di euro che il governo Prodi aveva stanziato per la metropolitana di superficie in Veneto?». Destinati dal centrodestra ad altre attività. Domanda e risposta pensate ieri mattina da Piero Ruzzante, candidato Pd alle regionali, mentre percorreva la in treno il tragitto fra Monselice e Padova. In piedi, al buio perché nel convoglio non funzionavano le luci. In altre parole, pendolare, come tantissime persone.
«Sono circa 25 mila i pendolari padovani, centomila in Veneto - spiega Ruzzante - ogni giorno si muovono circa 800 treni, ma la situazione rimane molto critica: disagi a ritardi a non finire e quando nevica c’è il black out».
Troppo affollamento, treni con pochi vagoni, tratte ad alta frequenza con poche corse. Ruzzante ha toccato con mano la realtà del pendolarismo. Il problema sta nell’individuare risposte. «Bisogna mettere in atto progetti di cui si parla da troppo tempo e mai attuati». Come il metrò di superficie Smfr, che coinvolge il quadrilatero Padova, Mestre, Treviso e Conegliano. Servizio rapido, una corsa ogni 15 minuti come fosse una metropolitana. «Nella Finanziaria del 2008 erano arrivati i soldi predisposti dal Governo Prodi, ma il tutto si è bloccato».
Quindi si rimane alla situazione attuale: 15% delle linee a binario unico, 403 chilometri di binari serviti da convogli diesel senza l’utilizzo dell’energia elettrica e molto inquinanti. Ruzzante raccoglie la battaglia di Davide Grisafi, rappresentante di Assoutenti, che chiede «di dare voce ai pendolari, la Regione li ascolti, li faccia parte in causa. Come in Emilia Romagna e in Lombardia».
Per rendere meno intasate le strade di mezzi privati bisogna, giocoforza, aumentare il servizio pubblico. «Invece si fanno strade, sottopassi, parcheggi, altri interventi. Tutti utili è chiaro, ma non si è costruito un metro in più di binari. Mezzi in queste condizioni sono un invito a prendere la macchina» spiega Grisafi, sventolando l’appello presentato ai consiglieri regionali per la visibilità dei pendolari. Ruzzante raccoglie e rilancia.
«Intanto si potrebbe mettere qualche carrozza in più nei treni più frequentati, e aumentare le corse. Fra l’altro non esiste solo Trenitalia, la Regione potrebbe mettere in gara veramente il servizio, magari attirando qualche compagnia europea. Un po’ di concorrenza farebbe bene». Non solo, un’altra idea possibile è «l’a pprodo al biglietto unico, in modo che chi prende mezzi diversi come autobus e treno possa viaggiare con un unico tagliando».
Categorie:
Tag:pendolari