Scritto da: moderatore | 13 Marzo 2010

No al project financing per il nuovo ospedale

SABATO, 13 MARZO 2010

Il Mattino di Padova - Pagina 19 - Cronaca

«No al project financing da 1700 milioni»

Ruzzante: sono scaramucce tra Pdl e Lega Nord sulla pelle dei padovani

«No al project financing per il nuovo ospedale». Il Pd prende una posizione chiara sul futuro della sanità padovana. «Noi siamo chiari, il centrodestra invece è un guazzabuglio di litigi tra Pdl e Lega. Un dispetto dopo l’altro sulla pelle dei cittadini» sottolinea la segretaria cittadina Franca De Lazzari.
Segretari e candidati alle regionali dei «democratici» si sono trovati per presentare il «manifesto» elaborato dal circolo sanità. Un circolo tematico all’interno del Pd che ha lavorato per consegnare al partito 16 proposte: dal piano «sociosanitario» da elaborare, al fondo regionale per la disabilità, fino alla riduzione delle liste d’attesa.
Ma l’attenzione è tutta sul nuovo ospedale, su quel «piano» da 1.700 milioni di euro depositato in Regione. E il Pd non si fa cogliere in contropiede: «Bisogna abbandonare il ricorso alla costruzione di strutture pubbliche con il project financing, dimostratosi oneroso e rischioso perché cede pezzi di sistema al mercato». Dunque un deciso no all’ingresso dei privati nella sanità pubblica.
E allora con quali soldi si può fare il nuovo ospedale? «Il governo lo inserisca tra le grandi opere, magari rinunciando a quelle faraoniche come il ponte sullo Stretto - spiega Franca De Lazzari - Poi la Regione può accendere un mutuo. E se l’intervento non è sostenibile possiamo anche rimettere a nuovo il nostro attuale ospedale, che è bello, ampio ma vecchio». Nessuna soluzione scontata insomma. «Il pane si fa se c’è la farina» dice spesso il sindaco Zanonato.
«E’ sconcertante che del nuovo ospedale di Padova si parli sulla base del progetto di un promotore finanziario» ha commentato Claudio Sinigaglia. E Piero Ruzzante ha rincarato la dose: «Sono scaramucce, dispetti tra Pdl e Lega. Anche la bocciatura del preside di medicina Palù rientra in questi giochi. E tutto si fa sulla pelle dei padovani». «L’unico che finora si è comportato in maniera inappuntabile è il Comune - spiega l’assessore all’Urbanistica Mauro Bortoli - Ha individuato un’area e predisposto gli strumenti urbanistici. Ma adesso questo ospedale chi lo paga?».
La scelta di Medicina in ogni caso non è piaciuta a tanti esponenti democratici: «Se l’università tira fuori i soldi può farsi la sua parte da sé - ironizza la De Lazzari - Ma rischiamo di tornare a 20 anni fa, a prima dell’azienda integrata: un piccolo ospedale universitario in cui i baroni pensano soprattutto ai loro interessi».
Tra le altre proposte emerse alla presentazione di ieri anche l’idea di unire l’assessorato regionale alla sanità con quello al sociale: «Siamo stati i primi a fare l’integrazione sociosanitaria, bisogna tradurla politicamente» spiega Sinigaglia. E Bortoli difende l’ospedale di Camposampiero: «E’ un’eccellenza. Con la Lega verrà fagocitato da Cittadella». (c.mal.)

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