Scritto da: moderatore | 4 Marzo 2010

2010-03-04_Ruzzante: Bitonci guardi a casa sua

GIOVEDÌ, 04 MARZO 2010

Il Mattino di Padova - Pagina 18 - Cronaca

Ruzzante (Pd) replica al deputato-sindaco

«A Padova perde tempo Bitonci pensi all’Alta»

«Invece che perdere tempo prezioso a Padova, il sindaco Bitonci farebbe bene ad occuparsi dell’Alta Padovana dove, come denuncia la Confesercenti, furti e rapine sono cresciute del 17 per cento nell’ultimo anno». Ad affermarlo è Piero Ruzzante, candidato del Pd al consiglio regionale, in una replica al deputato leghista che intravvede nella città del Santo un pericolo sicurezza «come in via Padova a Milano». Secondo Ruzzante «non si era mai visto un sindaco che attacca l’amministrazione di un’altra città. Bitonci non conosce le regole minime della buona educazione istituzionale e continua a parlare di Padova, non conoscendola affatto». In tema di sicurezza e d’immigrazione, punta il dito Ruzzante, «i leghisti padovani, che hanno perso sonoramente le ultime elezioni amministrative, non hanno sufficienti argomenti per fare l’opposizione alla giunta Zanonato. Sono stati smentiti perfino dal loro ministro Roberto Maroni, che si è complimentato con il sindaco di Padova per come sta affrontando i temi dell’integrazione, e sono costretti a chiamare rinforzi da Cittadella». Secondo Ruzzante «il doppio incarico di sindaco e parlamentare probabilmente sta allontanando sempre più Bitonci dal territorio che dovrebbe rappresentare. Perfino Giancarlo Galan lo ha definito un “fanatico di cui avere paura”, a dimostrazione dello sfaldamento della coalizione di Destra, tenuta ormai insieme solo dalla sete di potere».

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Commenti

Pubblichiamo un commento tratto dalla bella lettera di un lettore de Il Gazzettino in risposta alle dichiarazioni di Bitonci:

Il Gazzettino di Padova
Posta/ Caro Bitonci, noi padovani stiamo bene nella nostra città viva, pacifica e sensibile

“Voglio rispondere al sindaco di Cittadella che giorni fa ha definito, sulle pagine del vostro giornale, Padova una città “sotto regime”. Di quale regime non si capisce (poliziesco? sovietico? del centro Pedro?) visto che noi padovani nella nostra città ci viviamo felicemente e serenamente.

Padova è una città viva e pacifica, ricca di iniziative sociali e culturali, aperta al confronto e sensibile ai problemi degli “ultimi”, regolari o clandestini che siano (testimonianza di questo clima vedi la targa in memoria di Slim Bolousa posta sul ponte di voltabarozzo lo scorso giugno). La nostra città vuole essere “città del mondo”, sostenuta e guidata da valori importanti quali la solidarietà, la tolleranza e l’accoglienza rispettosa di ogni persona e di ogni comunità. Siamo fieri di non avere un governo locale che si esprime con toni intolleranti o azioni di repressione, siamo felici che prevalgano il dialogo, l’incontro e la comprensione.

Le parole del sindaco di Cittadella, dettate dalla campagna elettorale e dalla propaganda leghista, non ci toccano, pur sapendo che, come in tutte le città, i problemi sono quotidiani e le cose da fare bene sono sempre tante”

Claudio Dision
Padova

(16 marzo 2010)

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