Scritto da: moderatore | 15 Febbraio 2010

Paolo Giaretta: sono con Ruzzante per stare dalla giusta parte

Sono con Ruzzante. Per stare dalla giusta parte. Perché voglio bene al Veneto e voglio combattere per evitare che se ne realizzi una immagine distorta in una caricatura.
Ci deve essere chiaro il senso della battaglia politica per le Regionali. E’ una battaglia che riguarda la cultura, il nostro essere, una lettura del mondo e di noi stessi prima ancora che la politica. E’ una battaglia difficile ed aspra, ma proprio per questo è la più giusta delle battaglie politiche.
Abbiamo di fronte i due Veneti possibili. Noi siamo quelli del Veneto orgoglioso, che si rimbocca le maniche e che vince le sfide, che sa camminare ora come nel passato sulle gambe di uno spirito imprenditoriale, della capacità di saper far bene le cose, di avere rispetto per il lavoro, di una forza che non si spaventa del nuovo. San Tomaso Moro, fatto protettore dei politici da Giovanni Paolo II, ha lasciato scritto in una sua preghiera: “Signore, dammi uno spirito semplice che non si spaventi del nuovo” E’ una bella regola per la politica. Il nostro Veneto è quello che tutela le sue grandi ricchezze: uno spirito imprenditoriale che si sa tradurre nel far bene il proprio lavoro, da operaio, da tecnico, da artigiano, da commerciante, da dipendente pubblico…E’ quello fatto da cittadini a cui piace vivere in una terra solidale, che sa accogliere ed integrare. C’è un tradizionale proverbio veneto che voglio ricordare: “Come noialtri no ghe n’è altri, se ghe n’è ancora che vegna fora”, ecco lo spirito veneto che ci piace,che non è segno di rancorosa autosufficienza ma piuttosto espressione di un gioioso ottimismo.
Di la c’è un altro Veneto. Quello di ogni rancore e di ogni paura, che si illude di poter elevare muri e barriere, che rinnega la grande tradizione di un popolo nella sua storia sempre aperto e tollerante. Imprenditori delle paure e non del bene comune. Il leone di San Marco, simbolo di uno Stato multietnico, laico e tollerante, usato per spegnere gli occhi di una comunità su un mondo sempre più aperto, in cui le nostre virtù possono dare un contributo decisivo. Appunto: virtù di rispetto per il lavoro, per la solidarietà, per l’accoglienza, per i diritti ed i doveri. Per i Veneti nati qui e per i Veneti che lo diventano spendendo nella nostra terra la propria fatica ed il proprio sapere.
Tutto qui il senso della battaglia. Perciò Bortolussi candidato Presidente. Perché è un pezzo di questa storia positiva del Veneto. Perché è la dimostrazione che un lavoro fatto bene si impone anche a livello nazionale. Perché aiuta a collocare il nostro PD sulla saldatura tra il valore del lavoro e dell’impresa che serve a costruire un riformismo ben costruito.
Per questo sbaglia Galan, il grande pentito. Ha in questi anni coltivato la cultura del leghismo, della protesta contro la stato ed ora gli si ritorce contro. Se è convinto che un leghista alla guida della Regione sia una disgrazia (e lo sarebbe) c’è l’alternativa: votare Bortolussi. Per questo  sbaglia l’UDC: ha scelto con il doppio decimetro delle piccole convenienze piuttosto che con il metro delle grandi aspirazioni. Ma c’è ancora tempo: convenga sulla candidatura Bortolussi, perchè davvero l’impresa si può fare, rovesciando le previsioni.
Insieme a Giuseppe Bortolussi sosteniamo Piero Ruzzante.
Sia che vinciamo, sia che perdiamo servono in Consiglio Regionale uomini di qualità e competenti, capaci di combattere la buona battaglia delle idee, insieme a quella amministrativa.
Piero Ruzzante, perché è bravo. Ha dimostrato di esserlo come dirigente politico, come parlamentare, come competente Direttore del Gruppo PD alla Camera. Occorre sapere le cose e per saperle occorre studiarle. Occorre saper comunicare quello che facciamo e costruirci attorno alleanze sociali. La buona politica è fatta anche di capacità personali che si prestano alla politica. Piero le possiede e di lui ci sarà bisogno per combattere la nostra battaglia in Regione.
Piero Ruzzante, perché sa che la buona politica nasce dal rapporto con il popolo. La politica, quella giusta, è una grande avventura popolare, un cammino che si fa insieme. Piero è stato per le strade della nostra comunità, di fronte alle fabbriche con gli operai, a fianco delle associazioni di volontariato per un mondo più giusto, ha saputo unire i luoghi in cui si prendono le decisioni a quelli dove la gente fatica per il proprio futuro.
Piero Ruzzante perché ha dimostrato di credere nel PD fino in fondo. Un PD che non dimentica le radici delle grandi culture e passioni che lo hanno fatto nascere ma che non vive di nostalgie e guarda con coraggio al futuro. Un partito che sa che non può soffermarsi sulle provenienze, sulla contrapposizione tra laici e cattolici, ma lavora per offrire una nuova sintesi. Piero ha dimostrato di saper rappresentare tutto l’elettorato del PD, che ha visto in lui un riferimento sicuro.
La buona politica porta con sé la capacità di mobilitare cuore, passione, competenza, intelligenza. Siamo qui per mettere tutto il cuore e tutta la passione in una buona battaglia, per il Veneto, per il PD, per Piero Ruzzante con Giuseppe Bortolussi, per noi: noi insieme molto meglio dell’io solitario.

Paolo Giaretta

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