Scritto da: moderatore | 11 Febbraio 2010

Nucleare, dal 2013 via alle centrali

GIOVEDÌ, 11 FEBBRAIO 2010

Il Mattino di Padova - Pagina 8 - Regione

Nucleare, dal 2013 via alle centrali
Il governo ha definito i criteri per scegliere i siti: protestano le Regioni. Se non ci sarà accordo con gli enti locali, si procederà per decreto

MONICA VIVIANI

ROMA. I primi cantieri apriranno i battenti nel 2013 e dal 2020 partirà la produzione di energia. Con l’ok definitivo ai criteri per scegliere i siti che ospiteranno le nuove centrali, il governo ha dato una nuova accelerata al ritorno del nucleare (con il voto favorevole anche di Zaia, nostra nota). La decisione ha scatenato le ire di opposizione, ambientalisti e Regioni. Sarà ascoltato anche il parere del Comune interessato; se non si raggiunge l’accordo con la Regione non si nominerà più un commissario ma si procederà con un decreto del Presidente del consiglio dei ministri (nostro grassetto); non potranno lavorarci operatori con condanne definitive per reati contro lo Stato, evasori o non in regola con i contributi. Queste le novità del decreto legislativo approvato ieri dal consiglio dei ministri, rispetto alla precedente versione del 22 dicembre scorso. Per il resto restano immutate le norme per localizzare le aree adatte, le procedure da seguire, così come gli incentivi economici alle popolazioni coinvolte che saranno a carico di chi costruirà e gestirà le centrali. Anche i costi di smantellamento degli impianti a termine esercizio saranno a carico di chi li ha realizzati. Il decreto, inoltre, prevede la creazione di un Deposito nazionale destinato allo smaltimento dei rifiuti radioattivi, che conterrà anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari. Nessuna indicazione di località precise, (prima delle elezioni è pericoloso, nostra nota) dunque: saranno le imprese interessate a indicare i siti, che dovranno rispettare le caratteristiche previste e passare il vaglio del ministero dello Sviluppo economico e dell’Agenzia del nucleare.
Il testo ha già incassato il via libera delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato, sia pure con «osservazioni», e il ministro Scajola assicura che i primi lavori per i cantieri «partiranno dal 2013 e la produzione di energia dal 2020». Insomma il governo ha fretta, ma all’appello manca ancora il parere della Conferenza unificata Stato-Regioni. «Il via libera al decreto è un fatto grave e con aspetti di incoerenza istituzionale»: ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna. Sono ben 11 le Regioni che hanno impugnato la Legge Sviluppo, mentre il governo ha portato davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che escludono centrali sul loro territorio. Ma intanto anche i presidenti, o candidati tali, del centrodestra mettono le mani avanti. Quello della Lombardia, Roberto Formigoni, anche se valuta positivamente la scelta del governo esclude che una centrale possa nascere nel suo territorio: «In Lombardia siamo vicini all’autosufficienza quindi non c’è bisogno di centrali in questo momento». Stessa linea adottata dal candidato alla presidenza della Puglia, Rocco Palese: «Sono favorevole al ritorno al nucleare, ma dico no ad una centrale e ad eventuali parchi tecnologici di stoccaggio di rifiuti radioattivi in Puglia». E il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, esclude centrali in Veneto dove è candidato alla presidenza della Regione. «Ci batteremo a costo di barricarci al di là dello Stretto per impedire che questa scelta includa la nostra regione» minaccia l presidente della Sicilia Lombardo.

Commenti

Con il parere favorevole di Zaia, il nucleare avanti tutta!!!

Il Governo ha approvato ieri in via definitiva il decreto legislativo sui criteri di localizzazione degli impianti nucleari (AG 174), non tenendo conto dell’opposizione di gran parte delle Regioni e scegliendo di non attendere il parere della Conferenza Unificata. Si ribadisce infatti una linea dirigistica e contraria al principio di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche.
Il Ministro Zaia:”In Consiglio dei ministri ho votato favorevolmente”.
Al di là delle chiacchiere della propaganda questo è il vero volto della politica leghista: l’unica verità che conta è la qualità delle balle che gli italiani sono pronti a bersi!

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