Scritto da: moderatore | 10 Febbraio 2010

Grande serata!

“Chi ben comincia, è già a metà dell’opera” recita l’antico adagio ed è probabilmente quel che hanno pensato martedì sera, le circa 300 persone venute al Piccolo Teatro Don Bosco per assistere all’apertura della campagna elettorale di Piero Ruzzante, appuntamento a cui non ha voluto mancare il candidato presidente alla Regione per la coalizione del centrosinistra, Giuseppe Bortolussi, una presenza significativa.

Serata dal clima molto positivo e carica di speranze dunque, in cui oltre agli interventi sul palco, moderati dalla conduttrice di Tele Nordest Cristina Catarinicchia, è stato proiettato il video “La giusta parte” realizzato dai ragazzi dell’ associazione “Laboratorio 48″ a sostegno del candidato, la cui colonna sonora, “Gente che spera”, cantata dagli Articolo 31, è stata scelta come canzone che accompagnerà tutte le iniziative di Ruzzante durante questa campagna elettorale

Ad aprire la serie degli interventi dal palco è stato il sen. Paolo Giarretta che citando San Tommaso Moro (patrono dei politici) ha esortato a non avere paura del futuro. “Appoggio Piero – ha detto l’ex sindaco padovano – perché è bravo, perché sa che la buona politica si fa con il popolo e perché individuo in lui un candidato che è espressione della vera natura del Partito Democratico”, concetto quest’ultimo ribadito con forza anche dal successivo intervento di Vanessa Camani, capogruppo PD nel consiglio comunale di Abano, che ha inoltre sottolineato l’importanza della questione ambientale per chi, come lei, vive in un comune la cui economia è strettamente collegata alla salvaguardia del territorio. Poi è stata la volta degli interventi della società civile, prima con il docente universitario Giuseppe Opocher e successivamente (proprio per ribadire la centralità della questione “crisi del lavoro”) di due operai, il primo Mauro Quaglia, che ha ricordato quanto nel passato Ruzzante si sia battuto per aiutare i dipendenti delle Officine Meccaniche Stanga, mentre il secondo, Silvio Schievano, ha raccontato la propria esperienza di operaio in cassa integrazione alla Carraro, non mancando di far sentire la drammaticità della situazione attuale.

Dopo la proiezione del già citato video, già visibile su youtube, sono intervenuti i consiglieri regionali uscenti Giovanni Gallo e Franco Frigo, raccontando la totale latitanza del Presidente Galan di fronte al Consiglio regionale e della necessità, attraverso candidature come quella di Bortolussi, di ridare dignità alle istituzioni. Quindi è stata la volta dei consiglieri comunali di Padova, Vincenzo Cusumano e Nona Evghenie, seguiti da Sebastiano Rizzardi in rappresentanza di tanti democratici dell’Alta padovana e di Giuliana Dalla Libera. In seguito l’intervento molto atteso del candidato presidente Giuseppe Bortolussi, che ha espresso la propria convinzione di riuscire a guastare la festa a Lega e Pdl, troppo sicuri della propria vittoria. “Siamo ad un momento di svolta – ha detto Bortolussi – e non mi spaventano i sondaggi. Già con Cacciari a Venezia riuscimmo a recuperare un divario molto ampio e con meno giorni rispetto a quelli che abbiamo a disposizione oggi. Credo che il voto rappresenti una chiamata di responsabilità ai cattolici, al ceto medio e ai giovani. Se vincerà Zaia, per loro saranno tempi durissimi”. Bortolussi e Ruzzante che ci stanno convincendo sempre di più che è possibile farcela. Abbiamo 20 punti di distacco dalla Lega, secondo i sondaggi, ma non è un baratro se abbiamo lo spirito giusto. Come ha ricordato Piero, quando lui, giovanissimo, è candidato nel 2001 alla Camera dei Deputati, i sondaggi che lo davano a -16% dal favorito Lonardi di Forza Italia: è finita 2 punti sopra per noi! La manifestazione si è conclusa con l’intervento di Piero Ruzzante. Il suo discorso, più volte interrotto dagli applausi dei suoi sostenitori, è iniziato ringraziando naturalmente tutti (oltre agli interventi sul palco, nel corso della serata sono stati letti dei messaggi di appoggio di Elio Armano, figura storica della sinistra padovana e del grande poeta Andrea Zanzotto, si allegano i loro saluti scritti) ed è proseguito snocciolando subito i numeri della crisi economica e occupazionale che ha investito il Veneto negli ultimi anni. “Avevamo chiesto – ha detto Ruzzante – di non lasciare soli i lavoratori e le loro famiglie. Prima ci hanno risposto dicendo che la crisi non c’era, poi che era psicologica e infine che era passata. Ruzzante ha proseguito spiegando quali saranno le sue battaglie in consiglio regionale: dal rifiuto della privatizzazione della gestione dell’acqua pubblica, al no assoluto ad una centrale nucleare in Veneto (”l’Italia, insieme all’Iran, sono gli unici paesi decisi ad investire in questa tecnologia dai costi gestionali e ambientali altissimi”) alla necessità di investire nelle vere risorse del Veneto: ossia i suoi distretti scientifico-industriali d’eccellenza, le sue bellezze naturalistiche, architettoniche e paesaggistiche, l’agricoltura e la cultura. Infine, ribadendo che la terra in cui viviamo non l’abbiamo avuta in dono dai nostri padri, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli. Si è conclusa così la serata, riassumibile nel ritornello della canzone degli articolo 31 che un po’ tutti alla fine canticchiavano uscendo dal teatro: “Noi, gente che spera, cercando qualcosa di più in fondo alla sera”. E per una sera, la convinzione è stata di potersi battere per trovare qualcosa in più per il Partito democratico e per tutti i cittadini veneti.

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