Scritto da: moderatore | 3 Febbraio 2010

Zaia sponsorizza la catena McDonalds

Aziende agricole afflitte da un indebitamento spaventoso, lavoro in nero dilagante sulla schiavitù (Rosarno), prezzi dei prodotti della terra ai minimi storici e, al contrario, un valore aggiunto per la catena distributiva che supera a volte il 500%, abbandono delle terre agricole e riduzione degli addetti, impoverimento spaventoso della qualità e della salubrità del prodotto attraverso coltivazioni che impattano in modo devastante sull’ambiente. Questa è la fotografia della nostra agricoltura, fonte e sostentamento del più esportato ed esportabile made in Italy: il cibo italiano.

Si è vero, ci sono le eccellenze, ma a ben guardare quante e quali sono? Nessuno di voi ha dubbi sulla mozzarella di bufala campana o sul parmigiano reggiano-padano? Possiamo accontentarci di qualche buon prodotto quando la maggior parte di quello che mangiamo non ha più qualità adeguate alla nutrizione e alla tradizione, quando addirittura non fa male alla salute?

Di fronte a questo stato dell’agricoltura quale trovata scova Zaia, il candidato leghista a governare il Veneto ma, prudentemente e scaltramente, ancora Ministro per l’Agricoltura? Sponsorizza la più globalizzata e globalizzante e indisponente catena distributiva food del pianeta, McDonald’s, con il panino McItaly.

Proviamo a dare per buone le intenzioni, dice Zaia: “Abbiamo chiesto a McDonald’s di farne un marchio internazionale che arrivi ai consumatori di Parigi come a Shanghai. Vogliamo globalizzare il gusto italiano, dando una svolta identitaria alla nostra agricoltura. Ma è soprattutto un messaggio alle nuove generazioni che potranno così avere una memoria gustativa di impronta italiana.”

“Memoria gustativa”? “Svolta identitaria”? “Globalizzare il gusto italiano”? Davvero concetti troppo alti per me, lascio il commento a citazioni di più autorevoli esperti.

Della cosa si è interessata anche la stampa estera, forse più consapevole di noi sul valore della nostra produzione agricola, ne riporto un pezzo tradotto dall’inglese Guardian: “Un possibile segno del fallimento morale del governo di Silvio Berlusconi è la visione di un grembiule da cucina di McDonald’s avvolto attorno alla slanciata figura del Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia, mentre aiutava a lanciare la nuova serie di hamburger McItaly […] L’Italia ha goduto di una cultura alimentare di una ricchezza e diversità senza eguali. Per molti italiani, il loro stesso senso d’identità risiede nel cibo, e non solo della regione in cui sono nati, ma della città, del paese, del borgo, o anche della casa. E sostengono la superiorità dei loro prodotti e piatti locali con passione. Questo spiega perché mangiare in giro per l’Italia sia una tale, continua delizia. Il piacere deriva dalla diversità, non dall’omogeneità. Chi vuol mangiare la stessa roba ovunque nel mondo? È noioso. È quel tipo di omogenità che intorpidisce la mente e quella mediocrità che annienta il gusto che McDonald’s rappresenta.”

Mi par tanto una trovata per favorire qualche grossa filiera alimentare come quella che, in passato aveva già tentato di scopiazzare senza successo il modello McD. Vi ricorda nessuno? C’era un punto vendita anche a Padova.

MS

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Commenti

E’ sempre la stessa storia. L’agricoltura italiana è fatta di eccellenze solo se guardiamo ai piccoli produttori e a pochissi (ma pochi proprio) grandi nomi. Tra questi non c’è Cremonini (ti riferivi a lui?) che ha fatto il bello e il cattivo tempo della zootecnia italiana rovinandola, assieme alla salute di molti consumatori.
Io vivo in campagna e ho molti amici contadini. Molti hanno capito che Zaia in realtà è una bufala (non nel senso dell’animale con le corna) ma nel senso che gli ha illusi ma è come e peggio di quel Pecoraro che adesso è sparito

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