DOMENICA, 31 GENNAIO 2010
Il Mattino di Padova - Pagina 13 - Cronaca
Amianto, processo «stoppato» alla Camera
I vertici della Marina sotto accusa a Padova salvati da una legge
La protesta di Miotto e Ruzzante: «Una norma studiata per bloccare soprattutto i risarcimenti alle famiglie delle vittime»
CLAUDIO MALFITANO
Un processo bloccato da un emendamento del centrodestra alla Camera. Ma, per una volta, non riguarda il presidente del consiglio. Peggio: ci sono ben 480 militari morti sulle navi della marina a causa dell’esposizione all’amianto le cui famiglie non riceveranno né giustizia né risarcimenti.
E’ stato approvato mercoledì scorso l’emendamento con l’«interpretazione autentica» della legge numero 51 del 12 febbraio 1955. Ben 55 anni dopo si stabilisce, con un’aggiunta alla legge sui «lavori usuranti», che i vertici della marina non avevano l’obbligo di predisporre mezzi di tutela a favore dei lavoratori e di informarli per proteggersi dai micidiali effetti dell’amianto che foderava le navi.
Verrà dunque praticamente bloccato il primo processo in Italia fissato davanti al giudice di Padova Nicoletta De Nardus nei confronti dei vertici della Marina militare, accusati di omicidio e lesioni colposi. Accuse sulle quali ha indagato il pubblico ministero padovano Sergio Dini che è riuscito a ottenere il rinvio a giudizio di otto ex vertici militari: gli ex capi di stato maggiore Mario Bini e Filippo Ruggiero; i direttori generali di Navalcostarmi Lamberto Caporali e Francesco Chianura; i direttori generali di sanità Elvio Melorio, Agostino Didonna e Guido Cucciniello; il comandante in capo di squadra navale Mario Porta.
Sono stati proprio i due deputati padovani del Pd Margherita Miotto e Alessandro Naccarato a cercare di bloccare l’emendamento. «E’ una norma ammazza processo suggerita e voluta da qualcuno. Un’operazione indegna - denuncia la Miotto - La vera conseguenza è sui risarcimenti, che nessuno avrà più». Resta la speranza di una «retromarcia» durante l’esame della legge al Senato. Un caso di cui saranno occupati a chiamarsi i veneti Paolo Giaretta e Felice Casson: «Siamo di fronte a una retroattività di 55 anni, un record - denuncia l’esponente Pd Piero Ruzzante - Un gesto non casuale: si sa bene che la prossima udienza a Padova è fissata il 18 marzo». E l’avvocato Giancarlo Moro, legale della fondazione vittime dell’amianto «Bepi Ferro», affonda: «Si tratta di un’operazione sartoriale, cucita addosso a questo processo - afferma - Se il provvedimento verrà confermato al Senato faremo ricorso alla corte costituzionale perché abbiamo il forte sospetto di incostituzionalità. Ma i tempi della Consulta sono purtroppo molto lunghi».
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