Scritto da: moderatore | 27 Gennaio 2010

2010-01-27_Ruzzante:”torno per cambiare il PD”

Ruzzante: “torno per cambiare il PD”
Il Gazzettino - Padova - Mercoledì 27 Gennaio 2010 - pag. VII
Mauro Giacon

Ruzzante, che cosa pensa di Bortolussi candidato alla presidenza della Regione per il Pd?
«Che è una scelta giusta. Un esterno che possa attrarre i moderati che non si riconoscono a tutto tondo nel centrosinistra ma che non voterebbero mai la Lega».

E l’alleanza con l’Udc?
«Credo che non sia un discorso chiuso ma soltanto una riflessione rinviata. Ora era impossibile, per il diktat sul nome di De Poli e perché proprio con Bortolussi noi avevamo teso la mano, ma non l’hanno stretta».

Come mai ha deciso di tornare?
«Per dare una mano al Veneto e per cambiare un pò il mio partito. Ho chiesto di verificare se c’era gradimento sulla mia persona e successivamente ho posto due condizioni: che il mio nome portasse unità e che ci fosse una lista con rappresentanza territoriale».

E come sta andando?
«Bene. L’appello per sostenere la mia candidatura è stato firmato come ha visto da persone di varia provenienza, penso al professor Opocher che ha appoggiato la mozione Marino o Elio Armano e Paolo Giaretta. Ma quello che mi sta emozionando in questi giorni è la risposta della gente. Non hanno dimenticato quello che ho fatto anche in provincia pur essendo stato eletto in città, dal termalismo alla crisi delle aziende»

E adesso c’è da combattere visto che sono solo due i biglietti sicuri per andare in laguna…
«A questo proposito va fatto un discorso. Sbagliammo nel 2005 ad andare con una lista praticamente bloccata. Io credo invece che la competizione aiuti il partito e sia una opportunità in più. Per altro versante debbo dirle che stimo e ho rapporti di amicizia profonda sia con Sinigaglia che con Bortoli. Ma la mia non è una candidatura contro ma “per”.

Può dirci in che cosa consiste il “per”?
«L’ambiente: dico no alla centrale nucleare e sì al fotovoltaico. Poi la crisi economica: Disoccupati, precari e piccole aziende sono lasciati soli di fronte alla crisi. Il sistema bancario è chiuso, gli imprenditori, disperati, si uccidono. Ci vuole aiuto».

Sul nucleare Zaia ha detto: decideranno i veneti…
«Beh prima di tutto gli dico: “do careghe ze massa”. Se vuole fare il candidato si dimetta da ministro. È una questione di stile e di sostanza. Se ci fosse un conflitto d’interesse nel campo dell’agricoltura chi difenderebbe? Il Veneto o Roma? Sul nucleare: ho letto la legge e lo stato può tutto. Ma, come hanno fatto Sicilia e Sardegna, amministrate dal centrodestra, si può votare un ordine del giorno contro la centrale. Però bisogna farlo subito. Un impianto di questo genere spezzerebbe la vocazione turistica del Veneto».

Quale pensa sarà la carica in più che potrà dare al partito in chiave anti Lega?
«Queste sono le prime elezioni con le quali la Lega dovrà confrontarsi con ciò che ha promesso e non ha realizzato, visto che è al governo della Regione da 10 anni. Un federalismo che non esiste, i tagli al sociale, la metropolitana di superficie al palo, il bollo auto che doveva essere abolito. E ora dicono prima i veneti? Io dico, prima i leghisti: basta pensare a che cosa è successo con la moglie di Tosi promossa dirigente Usl senza concorso».

Il tema dell’immigrazione sarà centrale nella campagna. Una bandiera per alcuni…
«Il Veneto è terreno di accoglienza da sempre. Io credo che gli immigrati che delinquono vadano trattati come i delinquenti italiani ma che si debba essere accoglienti con chi viene qui. Padova capitale del volontariato e del mondo pacifista è un esempio nazionale. La politica dei leghisti non farà altro che isolarci e non credo farà bene alla nostra economia».

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