Scritto da: moderatore | 13 Gennaio 2010

2010-01-13_Rocco: “nel PD nessun seggio blindato”

MERCOLEDÌ, 13 GENNAIO 2010

Il Mattino di Padova - Pagina 16 - Cronaca

«Nel Pd nessun seggio blindato»

Il segretario Fabio Rocco anticipa l’identikit dei nove candidati

«In lizza Sinigaglia e Bortoli Ruzzante? Spero non sia il ritorno del bizantinismo della politica»

ERNESTO MILANESI

A Roma, sembrano più concentrati sul «caso Puglia». Fra Montebelluna e Carmignano, oscilla il pendolo dei vertici regionali. A palazzo Moroni, (quasi) tutti fanno un passo indietro. Così tocca al segretario provinciale del Partito democratico «esporsi» nel rush decisionale delle Regionali. Fabio Rocco, 34 anni, da bravo maestro elementare si applica con metodo: «L’allargamento dell’alleanza è una priorità. Le coalizioni elettorali competitive si costruiscono in base a tre fattori: alleanze, candidato e programma. Con l’Udc ci sono le condizioni per rimettere in campo il Pd come alternativa di governo».

A Padova, le procedure per la definizione della lista Pd quali sono?

«Tre assemblee: nell’Alta, in città e nella Bassa. Servono a raccogliere indicazioni per le candidature che saranno dotate di firme a sostegno. I criteri per la scelta dei 9 nomi sono chiari. Quattro saranno donne. Le diverse aree del Pd saranno rappresentate, come il territorio e le istanze di rinnovamento».

E la deroga al capogruppo uscente Gianni Gallo?

«Lo statuto nazionale prevede il limite di tre mandati. Lo statuto regionale, invece, lo fissa a due. Il Pd padovano, da sempre, pratica quest’ultima opzione. E all’assemblea di Piazzola è stato approvato un ordine del giorno esplicito. Con il massimo apprezzamento per il lavoro svolto in questi anni da Gallo, mi pare che lui per primo voglia rispettarlo».

Gli assessori Sinigalia e Bortoli saranno in lista?

«Confermo».

E Tonino Zilio sarà l’«erede» di Frigo?

«Non ho conferma».

L’ex rettore Milanesi?

«Dipende da lui».

Piva, sindaco di Este?

«No, però sta cercando spazio per esprimere qualcuno che rappresenti la Bassa».

Dino Cavinato?

«Nemmeno lui sarà candidato. Potrebbe sostenere Sebastiano Rizzardi, coordinatore del circolo di San Giorgio in Bosco».

Irene Barrichello, che dal «caso Limena» in poi incarna il rinnovamento?

«Sarebbe davvero un ottimo segnale il suo nome in lista. Per me, anche un chiaro investimento sul futuro del Pd».

Milvia Boselli, ex presidente del consiglio comunale, o Nona Evhenie?

«Immagino che siano nomi che verranno presi in considerazione durante l’assemblea cittadina».

Poi c’è il ritorno al futuro di Piero Ruzzante…

«Ha deciso di correre: avrà un posto in lista. E dovrà mettersi in aspettativa al gruppo di Montecitorio durante la campagna elettorale. Avrà fatto i suoi conti. Confido che dietro il suo ritorno non ci siano bizantinismi, giochi e scambi che appartengono al passato».

Sarà «guerra» delle preferenze anche nel Pd?

«Nessuno dei nove candidati potrà considerarsi “blindato”, come accadeva nei Ds o nella Margherita. Da segretario lavoro per una lista competitiva al massimo. Più candidati con più preferenze significa più voti al Pd. Più tutti corrono davvero, più dimostriamo di essere credibili. Insomma, bisognerà puntare ai consensi personali per il partito e non sperare che avvenga il contrario. Rispetto al 2005, il Pd ha girato pagina sul serio».

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Commenti

Caro Rocco, perchè questo livore sulla candidatura di Piero? Che c’entrano i bizantinismi? In Veneto c’è un proverbio “la prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo”…

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