Scritto da: moderatore | 2 Settembre 2010

Toccata e fuga sul blog: domani inizia la Festa Provinciale!

Toccata e fuga sul blog (sono stati giorni roventi per completare l’allestimento) per dire che domani inizia la Festa Democratica Provinciale. Qui sopra potete sfogliare il programma, 17 giorni di eventi, oltre 40 dibattiti politici, tra spazio “over” e giovani; ristorante, bar, pizzeria, e poi spettacoli, teatro, cinema, concerti. Un punto Pd di ascolto e informazioni, uno dalle 17.00 di confronto con la base, la raccolte firma contro la lapidazione di Sekineh. E tanto altro.
Un lavoro che dura da un paio di mesi, nonostante agosto. Un lavoro di grande passione. Ora tocca a tutti fare la giusta parte.
Vi aspetto.
Piero Ruzzante

Riporto qui di seguito l’intervento pubblicato oggi sul mattino di Padova:

Ero ancora un ragazzo quando iniziai a fare Politica. E la maiuscola non è a caso: pensavo che la Politica fosse l’espressione del meglio, l’arte di dare un progetto alla città, la capacità di una visione, una passione, una risposta concreta, una spinta al miglioramento: perchè questa società fosse più giusta, libera, sostenibile, umana.

Le vicende di questi giorni denunciate dal mattino – le esternazioni fasciste dell’assessore provinciale Enrico Pavanetto, l’assurdità del commento omofobo del consigliere comunale Vittorio Aliprandi – mi hanno spinto ad andare oltre: oltre la denuncia, oltre la stigmatizzazione, oltre l’indignazione. Ho provato a mettere insieme, a legare con un filo tante storie. Ho rivisto il film di questi anni, di questi mesi, piccole e grandi vicende, lente ed inesorabili discese verso lo stupro della convivenza civile. Rimanendo da queste parti: affermazioni omofobe pronunciate in consiglio provinciale, aggressioni, razzismo pure in un cantiere. Storie di Provincia: a Cittadella ed in tanti Comuni amministrati dalla Lega l’atteggiamento nei confronti delle opposizioni è squadristico, l’accesso agli atti è limitato e viene raccontata come “legalità” la guerra ai poveri, agli indifesi; gli “sbandati” e gli “extracomunitari” sono diventati nell’immaginario oggetto di rabbia sociale. Questo linguaggio non aiuta la convivenza civile, viviamo nella società della “comunicazione” e dell’ “immagine”, serve a poco dire che “c’è comunque integrazione”. La verità è che il tessuto sociale è stato frammentato, corroso. Un linguaggio rabbioso e incivile si è mischiato in maniera strumentale con il linguaggio delle “regole”, in un circolo vizioso delirante; le “regole” sono diventate la “forma”, la scusa, il cavallo di Troia per aprire la porta ad una società egoista, razzista, chiusa. Chiusa anche ad esperienze apprezzate da tutti come Banca Etica: a San Giorgio in Bosco, la maggioranza leghista ha rispedito al mittente le azioni di Banca Etica definendole “rami secchi”, “sono iniziate le pulizie di primavera”; il Pd, con il capogruppo Sebastiano Rizzardi, ha permesso il riacquisto di quelle azioni, ma non a nome del Comune, a nome di un gruppo di cittadini che hanno scelto la giusta parte. E gli esempi potrebbero essere tanti, la cronaca racconta queste violenze, che passano, nel tritacarne del quotidiano. Ma intanto scavano, legittimano ogni aggressione. Parafrasando una vecchia poesia: insultano e distruggono nell’intimo gli omosessuali, ma io non protestavo, io non ero omosessuale; insultano gli oppositori politici, li denigrano nella loro rispettabilità, ma io non protestavo, io non ero un oppositore politico; insultano la magistratura, il Presidente della Repubblica, l’equilibrio dei poteri, ma io non protestavo. Poi insultarono me, e non c’era più nessuno che protestava. Ero rimasto solo.

Possiamo chiamare questo imbarbarimento – costruito sulle violenze verbali di due campioni, Berlusconi & Bossi, i principi delle “sparate”, del gesto dell’ombrello e del dito medio alzato - in tanti modi. Ma questo imbarbarimento toglie senso alle Istituzioni. Per molto tempo è rimasto solo il PD a difendere le Istituzioni. In solitudine: il partito del cambiamento, della sostanza, costretto al ruolo di “partito conservatore”, a “conservare” la Repubblica, la forma democratica in Italia. Costretto a questo ruolo dall’irresponsabilità della destra e della Lega. Oggi, vediamo che parti del centrodestra moderato comprendono la gravità della situazione. Casini prima, Fini oggi, arrivano con noi a dire “basta” all’inciviltà dei rapporti, ad una politica di urla e grida, di pernacchie e sberleffi, di insulti, di mortadelle agitate in Parlamento. Perchè la Politica barbara non è solo a Roma: è anche in Provincia, è anche qui. Ed è ovvio che sia così: nel tempo della comunicazione, il “rutto” del leader nazionale legittima per connessione quello dei piccoli leader locali, che si sentono legittimati a buttare tutto nel cesso: la bandiera, la libertà sessuale, i diritti fondamentali. Va bene così, l’importante è apparire, istigare un istinto, trovare un quarto d’ora di celebrità, nel Grande Fratello pattumiera della narrazione politica. Dietro, dentro, il nulla. E via via, questo esempio cafone, volgare e diseducativo penetra, come un virus, dentro la società, dentro i rapporti tra le persone.

Noi, oggi, siamo chiamati ad una “nuova Resistenza”, che ci permetta di archiviare questa deriva, che già Dossetti – profetico – intuiva con una metafora: “La terza guerra mondiale”, come distruzione totale dei valori fondanti della società civile. Ad una forza progressista come la nostra spetta la sfida di ricostruire questa società, di scrivere un altro racconto per l’Italia. Perchè sia più giusta, libera, sostenibile, umana. Come in quel mio sogno di ragazzo.

Piero Ruzzante

Scritto da: moderatore | 8 Agosto 2010

Una nuova resistenza contro lo stupro della convivenza civile

“Stanno stuprando la convivenza civile”. È durissimo l’affondo del segretario cittadino del Pd, Piero Ruzzante, nei confronti dell’aggressione 2.0 del consigliere comunale di centrodestra, Vittorio Aliprandi. Ed invita a non banalizzare, a non minimizzare: “Che qualcuno non dica che è una “voce dal sen fuggita””. Ruzzante parte dai fatti: “Mettiamo in fila un po’ di vicende: l’aggressione omofoba a due ragazzi; il razzismo in un cantiere, l’altro giorno; questa dichiarazione di Aliprandi. Non mi si venga a fare insopportabili distinguo su “è un pensiero privato, Facebook è goliardia” e compagnia cantando. L’uscita di Aliprandi è il nuovo capitolo di una storia che corre verso il peggio, verso l’aggressione, verso l’incapacità di capire l’altro. La destra e la Lega hanno sistematicamente istigato i peggiori istinti – egoismo, intolleranza, razzismo – ed ora raccolgono i frutti, in una società che appare mitridatizzata, abituata al veleno. Aliprandi si vergogni e si dimetta, presenterò un’interrogazione in consiglio regionale, dobbiamo insistere, non ci possiamo abituare a queste assurdità, che feriscono tante persone, tante storie”. Sull’affaire Pavanetto, Ruzzante punge: “Ho visto l’inchiesta del mattino, nessuno vieta a Pavanetto di fare l’ultras su Facebook, ma nessuno obbliga la maggioranza in Provincia a mantenere le deleghe: è evidente l’incompatibilità tra incarichi istituzionali e quel genere di affermazioni. Sull’orgoglio per la Repubblichina di Salò, ricorderei a Pavanetto che è grazie alla Resistenza se lui ora siede in un’istituzione della Repubblica Italiana”. Di fronte all’escalation di razzismo e omofobia – chiaramente istigati da destra e Lega - il responsabile dell’organizzazione dei democratici della città, Massimo Bettin, annuncia il varo di una “resistenza culturale”. “Coinvolgeremo tutti: i cittadini, i partiti, le forze civili, i giovani, i movimenti, le associazioni; partiremo dal basso – insiste Bettin - per un racconto alternativo a quello che stiamo subendo; una riscossa civica è necessaria, certi personaggi usano le istituzioni per distruggere i principi della convivenza civile”.

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Scritto da: moderatore | 5 Agosto 2010

Resistenza di tutte le forze civili contro il razzismo

RAZZISMO IN UN CANTIERE DI PADOVA. RUZZANTE: “PRESENTERÒ UN’INTERROGAZIONE, TUTTE LE FORZE CIVILI SI SENTANO PARTE DI UNA RESISTENZA CULTURALE. LA POLITICA DI DESTRA E LEGA HA PROVOCATO UN CORTOCIRCUITO NELLA CONVIVENZA TRA LE PERSONE”.

Siamo di fronte ad un episodio grave, sintomo di qualcosa di profondo, di una società che – complice la politica razzista della destra e della Lega – sembra aver smarrito principi chiave di convivenza, di relazione”. Il segretario cittadino del Pd, Piero Ruzzante, punta l’indice contro gli aspri insulti scagliati da parte di un impresario ai danni di Niang Boubacar, il sindacalista di colore della Fillea Cgil aggredito martedì mattina. Ed annuncia: “Presenterò un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta Regionale: vuole essere un atto di resistenza culturale e morale, alla quale sono chiamate tutte le forze civili di questa Regione, di questo Paese; è ora di finirla. Ci sono alcune malattie che attraversano la nostra società, il razzismo è una di queste”. Astio nei confronti di chi ha una pelle diversa – “e non è certo un criminale, anzi, una persona integrata, una bella storia di come questo sia il futuro, l’intreccio, la società multietnica” – e nei confronti di un sindacalista che doveva difendere i diritti dei lavoratori. “Questa vicenda – insiste Ruzzante - è emblematica per altre ragioni: il fastidio nei confronti di chi fa il proprio lavoro, nei confronti del sindacato, di chi difende i diritti dei lavoratori”. La scorsa settimana Ruzzante ha presentato un’interrogazione sul tema dell’escalation delle morti sul posto di lavoro. “I sindacalisti stavano portando avanti il progetto “Io lavoro sicuro” e sono stati aggrediti, con un comportamento razzista. La massima solidarietà a Boubacar, alla Cgil. Sono convinto non si faranno intimidire. Il Pd e la società civile è tutta con loro”.

Scritto da: moderatore | 31 Luglio 2010

TROMBATI

I cittadini di Salboro lo hanno scritto in uno striscione: nel 2008 furono “trombati” da una tromba d’aria, ora sono stati “trombati” da Governo e Regione: non riceveranno alcun rimborso. 0 euro. Per una tromba d’aria simile, sono stati risarciti i cittadini di Vallà, nel trevigiano. I cittadini di Salboro sono di serie B? Non pagano le tasse? Perchè Zaia usa due pesi e due misure? I soldi per risarcire i cittadini di Salboro non ci sono, ma per dare l’aumento al suo portavoce (+33%), quelli invece ci sono?Al danno si aggiunge la beffa: per certificare i danni i cittadini non fecero alcun lavoro in proprio, fatturarono tutto e versarono l’Iva allo Stato. Perchè lo Stato aveva detto: “Rendicontate, vi rimborseremo”. Lo Stato ha incassato centinaia di migliaia di euro di Iva. Ma non ha rimborsato nulla.Il sottosegretario Bertolaso ha passeggiato tra Abano e Montegrotto, dopo la tromba d’aria della scorsa settimana, promettendo i risarcimenti entro la fine dell’anno. Non era una tromba diversa da quella di 2 anni fa. Come si fa a credergli?

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Scritto da: moderatore | 13 Luglio 2010

Basta violenza contro le donne

Una ragazza di 16 anni uccisa a colpi di pistola, nel veneziano. Pochi giorni prima, una donna violentata ed uccisa. Fatti di cronaca drammatici, che però rimettono al centro del dibattito politico il tema delle armi e della violenza, che troppo spesso - ed in maniera crescente - vede vittime le donne. Il reato di violenza sessuale è il crimine in maggiore aumento.

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Scritto da: moderatore | 5 Luglio 2010

Il Governo taglia 800 milioni di euro al Veneto e Zaia dorme

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Scritto da: moderatore | 2 Luglio 2010

Galan-Zaia: da un fannullone all’altro

Il ministro Brunetta dovrebbe dare la caccia ai fannulloni della sua coalizione…

IN TRE MESI RISPOSTE SOLO A 4 INTERROGAZIONI SU 68!

“Da quando è iniziata la nuova legislatura regionale sono state presentate dai diversi consiglieri ben 68 interrogazioni a risposta immediata rivolte alla Giunta. Ma a quasi tre mesi dall’insediamento ufficiale di presidente e assessori le risposte si contano sulle dita di una mano”.

La denuncia è del consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Ruzzante, che ha sollevato la questione in aula di Consiglio.

“Nella seduta di oggi infatti sono arrivate le prime risposte, ma sono state solamente 4: è chiaro che di questo passo per smaltire questo blocco iniziale di interrogazioni bisognerà attendere il 2012. E’ questa la produttività della Giunta Zaia?”.

E facendo un paragone calcistico Ruzzante annota: “consiglieri regionali battono assessori 68 a 4, con tre gol della Donazzan (a tanto ammontano le risposte ad interrogazioni date dall’assessore in questione)”

Durante il suo intervento in aula il consigliere democratico ha quindi chiesto al presidente Zaia di “lavorare un po’ di più” e al presidente del Consiglio Ruffato di “garantire il rispetto del regolamento e delle prerogative dei consiglieri”.

“In un Paese democratico la protesta e le contestazioni verso chi governa sono un diritto, purché lo si faccia nei luoghi opportuni, ossia davanti alle sedi istituzionali, non certo sotto casa di chi in quel momento rappresenta le istituzioni”. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Ruzzante, esprime così solidarietà al ministro per le Politiche Agricole, Giancarlo Galan, dopo la protesta inscenata da un gruppo di allevatori davanti alla sua residenza privata. “In merito alla vicenda, pur comprendendo le difficoltà in cui si trova il settore, lasciate peraltro in eredità dal precedente ministro e attuale Governatore del Veneto, Luca Zaia, trovo che Galan non possa far altro che mantenere la sua attuale posizione ­- conclude Ruzzante -  ossia far rispettare quanto deciso in tema di quote latte in sede europea, sia per quanto riguarda le sanzioni che le scadenze. Un doveroso richiamo alla legalità che, in fin dei conti, premia tutte quelle aziende che hanno fino ad oggi operato nel rispetto delle regole comunitarie”.

Scritto da: moderatore | 2 Luglio 2010

Quanti altri suicidi devono avvenire?

Di fronte a queste tragedie l’immobilismo della Regione diventa colpevole.

“Sono tragedie frutto di una situazione carceraria disastrosa sulla quale da tempo stiamo facendo denunce e richiami anche a chi governa la nostra Regione, ricevendone in cambio silenzio e indifferenza. Un immobilismo che a questo punto diventa colpevolezza per quanto sta accadendo”. Dopo il suicidio di Santino Mantica (“che da quanto mi è stato riferito aveva già tentato il gesto estremo in precedenza”) avvenuto ieri all’interno del carcere Due Palazzi di Padova, il consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Ruzzante, esprimendo solidarietà e vicinanza alla famiglia del detenuto scomparso, accusa l’assenza di interventi da parte della Giunta Zaia. “La cartina al tornasole della scarsissima attenzione che Zaia e gli assessori competenti dedicano all’emergenza carceraria viene dalla mancanza di risposte ad un’interrogazione che ho presentato un mese e mezzo fa - dice l’esponente democratico padovano -  chiedendo in particolare se ci sia l’intenzione di ripristinare presso l’ospedale di Padova uno specifico reparto riservato alla degenza di persone in stato di detenzione e se non si ritenga opportuno fare pressing sul ministro di Grazia e Giustizia per sollecitare il potenziamento degli organici e dei mezzi del personale penitenziario. Ebbene, risposte zero”. Dati alla mano, Ruzzante disegna così la situazione del carcere di Padova: “per quanto riguarda il circondariale, la struttura, inaugurata solo due anni fa, è già inadeguata: i detenuti sono 262 a fronte di una capienza ottimale di circa 80 posti e una capienza tollerabile di circa 130, il personale penitenziario è sotto organico di 40 unità e gli operatori sanitari sono in servizio per sole diciotto ore”. “Nella sezione penale del carcere invece - prosegue il consigliere del PD - i detenuti sono oltre 800 mentre la capienza ottimale è di 400. Esistono celle dove sono rinchiusi 6-7 detenuti e addirittura, nelle sezioni ad alta sicurezza che ospitano persone condannate per reati gravi e dove si prescrive che ogni cella possa accogliere un solo detenuto, in realtà ci sono casi in cui 2 o 3 detenuti vivono nella medesima cella”. Secondo Ruzzante “siamo di fronte ad una situazione che rende vano il principio costituzionale secondo il quale ‘le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato’. Basti pensare ad esempio che nell’area di Padova e Rovigo gli assistenti sociali che hanno il compito di accompagnare i detenuti all’uscita dal carcere sono appena 7 su un organico che dovrebbe essere di 14. Col risultato che hanno il compito insostenibile di seguire a testa qualcosa come 130 detenuti”. “Esiste inoltre un’aggravante: con l’ultimo bilancio regionale sono stati completamente azzerati i finanziamenti per gli interventi in materia penitenziaria mentre tra 2008 e 2009 erano stati stanziati complessivamente 875 mila euro. Quanti altri suicidi devono avvenire perché Zaia e i suoi si accorgano di questa indecente tragedia?”

Scritto da: moderatore | 29 Giugno 2010

TAGLI ALLE REGIONI: FORMIGONI S’ARRABBIA, ZAIA DORME

“Malgrado la profonda distanza di posizioni politiche che mi divide da Roberto Formigoni, non ho difficoltà a nascondere che sarei orgoglioso di avere un presidente di Regione che si batte, come fa lui, ponendosi alla testa di tutti i governatori italiani contro la manovra voluta dal governo di centrodestra e destinata ad affossare gli enti locali”.

A dirlo è il consigliere regionale del PD, Piero Ruzzante.

“Una battaglia dura - prosegue l’esponente democratico - che ora è arrivata al suo punto più alto, ovvero la minaccia di restituire le deleghe e le competenze regionali allo Stato.

Altrettanto orgogliosi non si può essere invece dei flebili lamenti di facciata del presidente Zaia, che apre bocca solo per insistere sulle presunte virtuosità del Veneto, isolandosi e rompendo così un fronte di battaglia che dovrebbe essere comune tra tutte le Regioni”.

“La verità è che Zaia è politicamente un inutile narciso: si guarda allo specchio e si dice quanto è bravo. Non migliore è la sua Lega che in fatto di sprechi è insuperabile, visto che il silenzio del Carroccio - conclude Ruzzante - ha dato il via libera alla costosa creazione del ministero al legittimo impedimento, impersonato in maniera impareggiabile dall’inquisito Aldo Brancher”.

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Scritto da: moderatore | 27 Giugno 2010

Un’estate di feste democratiche: Armistizio

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Scritto da: moderatore | 26 Giugno 2010

Alloggi di via Longhin, Bitonci impari l’arte del silenzio

Dopo le affermazioni del Sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, è arrivata prontamente la replica del consigliere regionale del Pd, Piero Ruzzante: “Il sindaco di Cittadella, l’onorevole Massimo Bitonci, il maggiore poltronista della politica padovana, sale ancora sul trono del moralizzatore. Ma ha perso per l’ennesima volta l’occasione di stare zitto. La sua ansia di visibilità lo porta continuamente a dire fesserie, usa la menzogna sistematicamente - ed una dose non indifferente di odio - per infiammare lo scontro e mettere le persone le une contro le altre”. Ruzzante non usa mezzi termini contro la propaganda odiosa di Bitonci. E va sul merito: “Sulla questione degli alloggi per le famiglie Rom di via Longhin, Bitonci ha raggiunto il ridicolo: i soldi per le casette sono arrivati al Comune di Padova dal Ministero dell’Interno - ricordo a Bitonci che il ministro dell’Interno è il suo “capo politico”, Maroni - e lo stesso progetto viene portati avanti dal suo collega di partito Flavio Tosi a Verona. Stiamo parlando - insiste Ruzzante - di residenti padovani, come tutti noi, vivono da generazioni in cttà e provincia, i loro figli frequentano le scuole padovane, vanno a scuola con i nostri figli. E le case se le costruiscono loro ed in più versano il 40% dello stipendio per il finanziamento del progetto. In questo modo, scomparirà il campo nomadi ed avremo realizzato una riqualificazione ed un progetto di urbanità inclusivo”. I fatti del Pd, i “bla bla bla” di Bitonci: “Se ci sono i problemi, noi li risolviamo, con la concretezza delle nostre idee e con l’idea di una Padova più accogliente, bella, sicura. Bitonci continui ad urlare e ad evocare fantasmi e paure: è l’uomo del tanto fumo e del poco arrosto, tante parole e pochi fatti. Con le urla è arrivato in Parlamento, ma cosa ha combinato in due anni? I cittadellesi se lo stanno chiedendo”.

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Scritto da: moderatore | 23 Giugno 2010

Le promesse in fumo, più tasse per tutti

La proposta di obiezione fiscale avanzata dal sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo e quella del capogruppo della Lega in Consiglio regionale Federico Caner di istituire un’Agenzia delle entrate regionale sono solo fumo negli occhi. “Si tratta di idee demagogiche, pericolose e dal sapore secessionista - avverte Ruzzante - perché invitano i cittadini a violare le leggi illudendoli che in questo modo si possano risolvere i problemi”. “Temo che la vera finalità di queste proposte - prosegue l’esponente del Pd - sia quello di distrarre i cittadini nascondendo loro ciò che con molta probabilità accadrà di qui a poco: la reintroduzione dell’addizionale Irpef da parte del Governo regionale, come ha fatto capire nel corso della riunione di ieri della commissione Affari istituzionali l’assessore al Bilancio Roberto Ciambetti”. “Un esito - conclude Ruzzante - quasi inevitabile perché, come lo stesso assessore ha sempre oggi confermato, il Veneto ha le casse ormai prosciugate, con a disposizione solo 1,4 milioni per le spese di investimento e solo un milione per le spese correnti. Se poi ci aggiungiamo gli 800 milioni che la manovra governativa toglierà alla nostra regione, c’è davvero da preoccuparsi e da chiedersi cosa continui a farci la Lega in un governo che penalizza enti locali, territori e cittadini”.

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PROSTITUZIONE IN ARCELLA: LA PRESIDENTE RETTORE LA SMETTA DI FARE DEMAGOGIA

“E’ tipico di certi cattivi amministratori, riempire il vuoto lasciato dalla mancanza o inconsistenza della loro azione politica, con dichiarazioni propagandistiche che hanno come unico scopo quello di squalificare il lavoro altrui. E’ questo il caso della Presidente del Q.re 2 Nord, Luisella Rettore, che ormai quotidianamente interviene nei giornali locali per attaccare l’Amministrazione Comunale sulla presenza delle prostitute in Arcella, quartiere che oramai da un anno è amministrato dal centro-destra. Che in quel quartiere – come all’inizio di ogni estate – si registri un maggior numero di prostitute è pacifico. Chiunque, conosca un po’ il problema, sa che il fenomeno assume anche dei caratteri stagionali. Ma che di questa situazione, come continua ad affermare la Rettore, siano responsabili Zanonato e Carrai, è semplicemente ridicolo, soprattutto quando davanti agli atti e le proposte concrete dell’amministrazione e dei consiglieri del PD in quartiere, dirette a contrastare il fenomeno, si sanno dare solo risposte negative, come nel caso della proposta di istituire la ZTL nella zona di Via D’Avanzo, un provvedimento che in altre parti della città, lo sanno bene gli abitanti del Pescarotto, ha sicuramente ridotto, se non azzerato, la prostituzione in strada. La Rettore, invece di attaccare gli amministratori comunali, i quali possono solo mettere in campo azioni deterrenti – come per esempio le multe da 500 euro per prostitute e clienti che hanno comunque avuto l’effetto di ridurre il fenomeno – se ha veramente a cuore il problema, farebbe bene a sollevare la questione all’interno della parte politica in cui milita. Infatti gli ennesimi tagli ai Comuni contenuti nell’ultima manovra
correttiva del Governo finiranno col pesare sui fondi destinati alla sicurezza e quindi anche a contrastare la prostituzione in strad. Ritiene giusto, la Presidente Rettore, che a fronte di questa situazione, l’unica cosa che preme al Governo, è il DDL diretto a limitare fortemente le intercettazioni telefoniche, che più volte si sono dimostrate uno strumento efficace a stanare proprio coloro che agiscono nell’ambito della tratta di esseri umani da avviare alla prostituzione? E infine: provi la Presidente Rettore a chiedere ai dirigenti del suo partito che fine ha fatto la legge diretta a contrastare la prostituzione, più volte annunciata dal Presidente del Consiglio e dal Ministro alle pari opportunità. E’ da un po’ che non se ne parla più, l’ennesima promessa non mantenuta. Il fenomeno della prostituzione, con le sue ricadute sulla qualità della vita dei cittadini, è un problema serio, che merita risposte concrete e non deve essere strumentalizzato: la demagogia della Presidente Rettore, ha invece solo questo intento”.

Piero Ruzzante

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